27Maggio2017

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ROMA: IN MANETTE MANLIO CERRONI

I militari del Noe diretti dal Colonnello Sergio De Caprio, anche noto come “Capitan Ultimo” che nel 1993 catturò Totò Riina, hanno proceduto a disporre il sequestro di beni mobili e immobili per 18 milioni di euro, a seguito di una serie di arresti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti e truffa. Sette le persone fino ad ora arrestate dai carabinieri del Noe di Roma: tra queste il magnate dei rifiuti Manlio Cerroni , proprietario 86enne della più grande discarica d’Europa, Malagrotta. Le altre persone fermate sono Bruno Landi, già governatore del Lazio, Raniero De Filippis, dirigente della Regione Lazio presso la Direzione Regionale Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative, Luca Fegatelli, nel 2010 a capo della Direzione regionale Energia, Pino Sicignano, direttore della discarica di Roncigliano ad Albano Laziale, Francesco Rando, amministratore di Pontina Ambiente, società del gruppo Co.La.Ri. e l’imprenditore Piero Giovi. Ricordiamo che dal 1 ottobre 2013 i cancelli di Malagrotta sono rimasti chiusi ed il prefetto-commissario Goffredo Sottile ne ha disposto "in via immediata e urgente l'utilizzo fino al 31 dicembre 2013 dello spazio di conferimento disponibile presso la discarica di Bracciano, località Cupinoro, nel limite della volumetria massima di 20.000 tonnellate per lo smaltimento dei rifiuti urbani trattati provenienti dai comuni di Roma Capitale, Fiumicino, Ciampino e Stato Città del Vaticano". Il Sindaco di Roma Ignazio Marino potrebbe ora chiedere al Ministro Orlando la proroga dei poteri straordinari del Prefetto Sottile, adducendo il bisogno di una piccola discarica di servizio che sollevi temporaneamente Roma dall’emergenza rifiuti. Intanto in Regione, sembrerebbe che l’amministrazione non abbia ancora risposto ad una interrogazione del Movimento 5 Stelle del 24 giugno 2013, rivolta al Presidente Nicola Zingaretti ed all'assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti Michele Civita. Nell’interrogazione i penta stellati chiedevano di conoscere tramite relazione in aula il contenuto delle intercettazioni tra Michele Civita e Manlio Cerroni risalenti al 2011 e pubblicate dal settimanale l'Espresso in data 22 giugno 2013. Secondo il consigliere regionale 5 stelle, ex candidato alla presidenza regionale Davide Barillari, a seguito delle avvenute intercettazioni telefoniche di CIVITA e CERRONI sui rifiuti del Lazio “la cosa buona è che abbiamo affiancato Civita, assessore ai rifiuti (che ancora non ha risposto alla nostra interrogazione urgente sulle sue intercettazioni con Cerroni) per chiedergli di Malagrotta, Falcognana e Cupinoro. La domanda è stata: ma dove sta andando la spazzatura di Roma? Nessuno ne sa più nulla soprattutto i cittadini che vivono vicino alle discariche definite "piccole e sostenibili". La risposta è stata: tutta fuori regione tranne che quella che va nei tmb di malagrotta. Peccato che durante il lungo consiglio straordinario sui rifiuti ci aveva detto tutt'altro. Stanno come sempre mischiando le carte.”





L’INCHIESTA ROMANA SUI RIFIUTI SI ESTENDE FINO A LATINA

Giunge a Latina l'inchiesta sui rifiuti che in mattinata ha portato all'arresto di sette persone. Tra queste, oltre a Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta, anche il dirigente della Regione, Raniero De Filippis che è di Lenola, e Bruno Landi, amministratore delegato di di Latina Ambiente, società che gestisce lo smaltimento rifiuti nel capoluogo pontino e a Formia, che di Ecoambiente che gestisce una delle due discariche di Borgo Montello. Landi è stato confermato ad nel novembre scorso quando il gruppo Unendo e il Comune di Latina hanno trovato una intesa sulla gestione di una società in forte perdita. Entrambe le società sono pubblico private, in esse  il Comune di Latina è socio di maggioranza, mentre il Gruppo Unendo (che fa capo alla famiglia Colucci) ne detiene il 49%

ADIBITO A DISCARICA ABUSIVA: TERRENO SEQUESTRATO

Alla periferia di Roma, in via di Selva Candida, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato l'ennesima discarica “a cielo aperto”. Grazie all’avvistamento dall’alto di un velivolo del Servizio Aereo di Pratica di Mare, sono scattati gli accertamenti dei “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego, che, dopo aver individuato l’area, hanno provveduto ad un sopralluogo, con la preziosa collaborazione dei tecnici dell’A.R.P.A. (Agenzia Regionale Prevenzione Ambientale). Nel sito, nella disponibilità di un’impresa operante nel commercio all’ingrosso di rottami metallici, veniva da tempo svolta l’attività di demolizione degli autoveicoli e di commercio delle parti di motore e di carrozzeria, sebbene il titolare fosse sprovvisto dell’autorizzazione di gestione di rifiuti speciali prevista dalla normativa ambientale. 

Durante la ricognizione, sono stati rinvenuti anche elettrodomestici, scarti da lavorazione edile, materiale ferroso di vario genere, abbandonati senza alcuna cautela sull’erba unitamente a motori, catalizzatori, pneumatici ed intere carcasse d’auto. Al fine di scongiurare la possibile contaminazione delle acque che si trovano nelle immediate vicinanze della discarica, sono state avviate le procedure per la loro bonifica a cura del responsabile, che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Roma per il reato di gestione di discarica abusiva di rifiuti speciali e non.

EMERGENZA RIFIUTI ROMA: L’APPELLO DEL SINDACO AI CITTADINI

In pieno caos rifiuti, il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha lanciato un appello ai cittadini di roma attraverso una lettera aperta al quotidiano "Il Tempo". “Ci aiutino a raggiungere l'obiettivo di una città più pulita e ordinata”   scrive Marino ricordando chiusura di Malagrotta, e promettendo un aumento esponenziale della differenziata fino ad arrivare ad 60% entro il 2015.

PARLA IL RAPPRESENTANTE DEL MUNICIPIO II: EMERGENZA RIFIUTI

Parla il rappresentante locale Francesco De Salazar Consigliere del Municipio II: "In questi giorni di feste le strade, i marciapiedi e le aree verdi del Municipio 2 sono invase dai rifiuti e i cittadini sono costretti a subire continui disservizi. Non mi meraviglia più di tanto tal fenomeno da terzo mondo, e la causa va individuata nei forti tagli che il Sindaco Marino ha predisposto sull'ambiente. Infatti, il Municipio 2 ha circa il 50% in meno di risorse sull'ambiente rispetto all'anno precedente, e gli effetti di tali provvedimenti sono tangibili per tutta la cittadinanza. Il tutto è stato fatto alla luce del sole, e il Presidente Gerace in fase di bilancio non ha minimamente fatto presente al Campidoglio la necessità di avere maggiori risorse per un territorio che accoglie il 25% delle aree verdi di Roma oltre a strutture sportive e culturali quali, Auditorium, Maxxi, Policlinico Umberto Primo,  Stadio Olimpico Palazzetto dello Sport che determinano una produzione di rifiuti di persone non residenti. Inoltre, asserisce De Salazar, molti operatori ecologici assegnati al distretto territoriale Ama che serve il Municipio 2 sono stati prestati ad altre zone di Roma che stanno introducendo la raccolta differenziata porta a porta, producendo enormi ritardi sulla gestione ordinaria della raccolta rifiuti. Anche le continue ipotesi sul futuro di AMA - conclude il consigliere - stanno creando incertezza in tutto l'organico dell'azienda municipalizzata e l'effetto di tale stallo si vede sul territorio, divenuto una discarica a cielo aperto. Ritengo che il Presidente Gerace, non affronti nelle sedi opportune il problema - conclude De Salazar- e la lettera inviata lo scorso 8 dicembre a Marino con oggetto Aiuto Aiuto Aiuto sia il tentativo di raccogliere i cocci di un vaso già rotto." 

VALMONTONE: SEQUESTRATA DISCARICA ABUSIVA

Una pericolosa discarica “a cielo aperto”, in cui erano stoccati consistenti cumuli di detriti e scarti edili, è stata sequestrata a Valmontone dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, con la preziosa collaborazione di personale dell’A.S.L Roma/G. Grazie all’avvistamento dall’alto di un velivolo del Servizio Aereo di Pratica di Mare, sono scattati gli accertamenti della Tenenza di Colleferro, che hanno  individuato l’area, di circa tremila metri quadrati, non impermeabilizzata, ove erano stati depositati circa 5000 metri cubi di materiale frutto di demolizioni edili, in difetto delle prescritte autorizzazioni speciali previste dalla normativa ambientale, che prevede un loro particolare trattamento a cura di imprese specializzate. Nel corso dell’intervento, è stato anche scoperto un serbatoio con 8.000 litri di gasolio, anche quest’ultimo privo dell’autorizzazione rilasciata dai Vigili del Fuoco, nonché tre reperti   archeologici (un rilievo figurato, una colonna con basamento ed un elemento architettonico) risalenti ad un periodo compreso tra il III secolo a.C ed il III secolo d.C., come appurato da funzionari del locale Museo “Doria Pamphili”.  Sotto la vigilanza dei militari e dei tecnici dell’Azienda Sanitaria Locale, sono state avviate le procedure per la bonifica del sito a spese degli stessi indagati. Sono anche in corso approfondimenti di natura fiscale, al fine di dimensionare il presunto giro d’affari dell’impresa, ai fini della tassazione dei profitti conseguiti con l’attività illecita. Tre persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria di Velletri per i reati di gestione di discarica abusiva, detenzione di prodotti infiammabili senza autorizzazione e detenzione illecita di reperti archeologici.

PENDOLARIA: DOSSIER SULLA SITUAZIONE TRENI IN ITALIA PRESENTATA DA LEGAMBIENTE

Questo è il quadro del trasporto su rotaie in Italia che Legambiente ha presentato per l’anno 2013, esplicato nel seguente dossier che riportiamo integralmente. “Un’Italia a due velocità, tra i successi dei Frecciarossa e la crisi dei treni regionali. Ora investire sulle linee pendolari con nuove politiche”. 

I soliti vecchi treni sono diminuiti, non perché siano stati sostituiti dai nuovi ma perché sono stati tagliati, e quindi quelli rimasti sono sempre più affollati. Per i pendolari il servizio offerto non fa che peggiorare: dal 2009, mentre i passeggeri aumentavano del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25%. Sono quasi 3 milioni le persone che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare, più degli elettori alle primarie del PD, eppure di loro non si occupa nessuno. Nonostante i clamorosi tagli alle risorse imposti dalla crisi negli ultimi anni, per la politica nazionale, la questione della mobilità pendolare è chiaramente inesistente.

Il rapporto Pendolaria 2013 di Legambiente, sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia, è stato presentato questa mattina a Roma in una conferenza stampa a cui hanno partecipato Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle infrastrutture, Ermete Realacci, presidente della commissione trasporti della Camera e Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia.  “La situazione dei pendolari - ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – dopo i tagli di questi anni è sempre più grave. Proprio in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, bisogna occuparsi di un fenomeno sociale di queste dimensioni, perché è anche la crisi ad obbligare tante persone a spostarsi sui mezzo pubblici per risparmiare. Sono 670mila i pendolari lombardi, per esempio, e 560mila quelli del Lazio: su alcune linee è come se ogni mattina si spostassero tutti gli abitanti di una città come Arezzo o Ancona. Per tutta risposta, negli anni sono state ridotte le corse e chiuse anche molte biglietterie nelle stazioni a fronte di aumenti delle tariffe non giustificati da alcun miglioramento. E’ evidente che ci troviamo di fronte a una questione nazionale e a una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”. Complessivamente sono oltre 2milioni e 861mila i passeggeri sul servizio ferroviario regionale. Ma nel 2013 il numero totale dei passeggeri su queste linee, per la prima volta in 10 anni, è calato dell’1,4%. Sono oltre 110mila i viaggiatori in meno in Campania e Piemonte a causa dei tagli al servizio. In Campania, dove sono stati fatti tagli complessivi del 19% al servizio dal 2010 a oggi con punte di meno 50% su alcune linee, i passeggeri si sono ridotti a 310mila contro i 395mila dello scorso anno e i 467mila del 2011. In Piemonte, tagli di quasi il 10% e la cancellazione di 13 linee ferroviarie hanno portato a far scendere i viaggiatori giornalieri dai 236mila dello scorso anno ai 209mila del 2013. Gli ultimi tre anni sono stati il periodo più nero della storia dei trasporti ferroviari locali e per la vita dei pendolari. Nel 2013 molte regioni hanno deciso di tagliare i servizi e di aumentare il costo dei biglietti. Il prezzo del biglietto in Italia è comunque in media molto più basso rispetto agli altri Paesi europei ma la differenza più forte con Madrid, Lione o Berlino è nella qualità del servizio.  Nel 2009 il totale dei fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro corrispondeva a circa 6,1 miliardi di euro; nel 2013 questa voce è di poco più di 4,9 miliardi. Poiché il totale necessario per il funzionamento dei trasporti pubblici locali sarebbe di 6,5 miliardi di euro, è evidente che c’è una mancanza di risorse del 25%. Le Regioni, cui spetta il compito più delicato nel garantire la qualità del servizio, non sono state da meno nel trascurare le necessità dei pendolari, e non arrivano in media neanche allo 0,4% del bilancio. Solo la Provincia di Bolzano, nel 2013 concede quasi il 2% di spesa per i pendolari rispetto al proprio bilancio. Gli investimenti arrivano a superare l’1% anche in Valle d’Aosta, Provincia di Trento e Lombardia. In tutte le altre Regioni la spesa è invece del tutto inadeguata; le situazioni più gravi sono in Piemonte, Lazio e Campania dove a fronte di centinaia di migliaia di pendolari non si raggiunge lo 0,3% della spesa rispetto al bilancio.

Sull’autotrasporto invece, sono piovuti dal 2000 al 2013, oltre 5,3 miliardi di euro. Tra fondi diretti e sconti sui pedaggi autostradali, per circa 500 milioni in media l’anno a cui vanno aggiunti 330 milioni di euro già stanziati per il 2014. Impressionante poi lo strabismo nel premiare i cantieri delle grandi opere a scapito della mobilità urbana e pendolare. I finanziamenti da parte dei governi che si sono succeduti in questo decennio, attraverso la legge Obiettivo, hanno premiato per il 71,9% gli investimenti in strade e autostrade. In termini assoluti le infrastrutture stradali sfiorano la quota faraonica di 81 miliardi di euro, contro i 17,8 delle ferrovie e i 13,5 delle metropolitane. Anche le Regioni continuano a scegliere strade e autostrade come investimenti prioritari: queste infatti rappresentano il 60% degli stanziamenti regionali contro il 40% per ferrovie e metropolitane. La regione Emilia-Romagna, ad esempio, sta investendo 180 milioni di euro di risorse pubbliche per la realizzazione dell’autostrada regionale Cispadana. “Senza un cambiamento nelle politiche e nelle risorse per il trasporto ferroviario – ha sottolineato Zanchini - si aggraveranno i problemi delle città e si allargherà la forbice tra le diverse aree del Paese e tra i servizi, di serie A, B o C. Se nel 2007 i collegamenti Eurostar tra Roma e Milano erano 17 al giorno, nel 2013 sono 52 le corse Frecciarossa, a cui si sommano 14 Italo, con un aumento dell'offerta del 395%. Nello stesso periodo, a Genova i treni che attraversano la città da Voltri a Nervi da 51 sono diventati 35 su una linea percorsa ogni giorno da 25mila pendolari con ulteriori tagli effettuati anche quest’anno: un drammatico meno 31%.  Per i treni a lunga percorrenza finanziati con il contributo pubblico (gli Intercity principalmente) tra il 2010 e il 2012 i treni/km percorsi si sono ridotti di oltre il 24%. L’obiettivo, per Legambiente, è arrivare a 5milioni di cittadini trasportati ogni giorno nel 2020, liberando così le città da auto e inquinamento e migliorando la vita e la mobilità dei cittadini. La riorganizzazione del settore del trasporto pubblico locale e regionale consentirebbe, inoltre, secondo uno studio della Cassa depositi e prestiti, di creare un valore aggiunto pari a 17,5 miliardi e 465mila nuovi posti di lavoro. Per capire da dove partire, basta prendere in considerazione le richieste dei pendolari: treni nuovi, più numerosi e più veloci e un maggiore coinvolgimento degli utenti. Occorre aumentare i collegamenti sulle 20 principali linee pendolari del Paese, oltre a garantire il servizio su tutte le altre, riorganizzando gli orari in base alle necessità di chi viaggia. Servono treni moderni e più capienti, in particolare nelle aree urbane, e bisogna recuperare il “progetto 1000 treni per i pendolari” lanciato nel 2007 perché l’affollamento dei convogli causa sempre più ritardi per la difficoltà di accesso alle carrozze e di chiusura delle porte. Inoltre, i treni pendolari italiani sono i più lenti d’Europa. La media è di 35,9 km/h sulle linee di collegamento con le grandi città, mentre è di 51 in Spagna, 48,1 in Germania, 46,6 in Francia. Il 2014 sarà un anno fondamentale per ripensare e migliorare il servizio ferroviario in Italia, scadrà infatti il contratto nazionale di servizio che il ministero delle Infrastrutture ha in corso con Trenitalia per gli intercity e i contratti di servizio in 12 regioni e nelle 2 province autonome e si aprirà una stagione di gare per l’affidamento come da direttive europee. “La prima scelta indispensabile è quella di abolire la legge Obiettivo - ha concluso Zanchini - perché le ‘grandi opere’ che servono all’Italia sono nelle città. Il 50% della spesa nazionale e regionale per le opere pubbliche deve andare alla realizzazione di nuove linee di metropolitane e del servizio ferroviario pendolare, di tram”.Per migliorare concretamente la vita dei pendolari, attualmente ostaggio di un servizio sempre più vicino al tracollo, Legambiente chiede al Governo:

1. Certezze per le risorse da parte di governo e Regioni da destinare al servizio: Ministero delle Infrastrutture e Parlamento individuino le risorse necessarie nell’ambito di una politica complessiva dei trasporti, spostando finalmente le risorse della legge Obiettivo dalla strada al ferro. Per le Regioni l’obiettivo dovrebbe essere una spesa pari almeno al 5% del proprio bilancio.

2. Approvare subito la carta dei servizi e dei diritti degli utenti: all’Autorità spetta il compito di definire le condizioni che garantiscono la tutela dei diritti dei cittadini nel processo di liberalizzazione e la qualità del servizio. Una sfida delicata perché occorre attuare una direttiva europea che prevede la liberalizzazione nel settore ferroviario stabilendo ruoli chiari anche nel controllo degli investimenti e dell’offerta.

3. Introdurre una detrazione del 20% per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e ferroviario: uno sconto, cancellato dalla finanziaria del 2010, che allevierebbe le spese delle famiglie.

4. Un’agenzia per la mobilità in ogni regione: bisogna superare l’attuale situazione di confusione di ruoli e responsabilità riguardo ai treni in circolazione. Come negli altri paesi europei deve essere una struttura pubblica, un’agenzia regionale o metropolitana, l’interlocutore di chi viaggia in treno.

5. Un ministero che si occupi del trasporto ferroviario: garantire collegamenti ferroviari efficienti al Nord come al Sud tra i principali capoluoghi, integrati con il sistema di porti e aeroporti, è una questione politica nazionale. Chiediamo al ministero delle Infrastrutture di definire gli obiettivi di miglioramento del sistema dei trasporti ferroviari e di aprire un confronto pubblico con regioni, Ferrovie dello Stato, Autorità dei Trasporti, associazioni e imprese.

NETTUNO, ISPETTORE AMBIENTALE: SELEZIONE PER L'ABILITAZIONE E RICEVERE LA NOMINA

Ispettore Ambientale volontario ed Operatore Ambientale Ispettivo: ha indetto un avviso il Comune di Nettuno per la partecipazione alla selezione per l’abilitazione a ricevere la nomina per le funzioni; avviso che scadrà il prossimo 8 Gennaio 2014. Questo perché la gestione del porta a porta prevede particolare attenzione da parte di residenti e non, nel separare le diverse frazioni merceologiche e purtroppo, nonostante la grande risposta dei cittadini al nuovo servizio, si verificano ancora oggi da parte di una piccola minoranza, atti d’inciviltà e degrado, dovuti ad abbandono di rifiuti in più parti del territorio comunale. “Quella dell’Ispettore Ambientale è una figura – spiega il Vice Sindaco nonché Assessore all’Ambiente, Giuseppe Combi – oramai indispensabile dopo l’inizio del servizio di raccolta differenziata porta a porta. Un servizio che tengo a sottolineare è stato un enorme successo per tutti noi cittadini nettunesi e non soltanto per l’Amministrazione Comunale. Con il nuovo anno, il servizio porta a porta vedrà il suo completamento su tutto il territorio comunale con l’inizio della raccolta anche nel centro cittadino, ma il successo di tale servizio passa anche per un controllo e  un monitoraggio maggiore da parte di personale preposto. Anche se parliamo di una sparuta minoranza di cittadini, devo purtroppo constatare ancora l’esistenza di alcuni atti di vera e propria inciviltà. Ci sono persone che nonostante l’attività informativa portata avanti da Comune con grande decisione in questi mesi, si ostinano a gettare rifiuti di ogni genere, senza rendersi conto che tali gesti, sporcano non soltanto l’ambiente ma anche l’immagine di un Città che invece ha risposto in maniera straordinariamente positiva a questa innovazione. Questo bando non è ovviamente definitivo. Ne sono in previsione altri. Con l’inizio di gennaio sia associazioni che singoli cittadini potranno essere formati per poter ricevere tale nomina ed iniziare a svolgere quella funzione di controllo che oramai è necessaria per aiutare a far capire anche a quella piccola minoranza di cittadini che ci si deve differenziare”. 

RIFIUTI TOSSICI: BASSO LAZIO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Rifiuti tossii nel basso Lazio: la Regione Lazio ha fatto il punto sulla situazione attraverso il seguente comunicato stampa:

“Una situazione complessa, in un territorio di grande pregio, da proteggere e bonificare. Questo il quadro sulla gestione dei rifiuti nel basso Lazio che hanno fatto, Gaia Pernarella (M5s), Enrico Forte (Pd), Giuseppe Simeone (Pdl) e Cristiana Avenali (Per il Lazio) introducendo l’audizione congiunta nelle commissioni I (sicurezza e lotta alla criminalità) e VI (ambiente) del Consiglio regionale del Lazio, presiedute rispettivamente da Baldassarre Favara (Per il Lazio) ed Enrico Panunzi (Pd).  I consiglieri hanno ricordato le due risoluzioni presentate in Consiglio regionale sulla gestione rifiuti nel basso Lazio, in particolare sulla discarica di Borgo Montello e sull’interramento di materiali tossici. Dopo le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone che ha raccontato di rifiuti tossici e radioattivi che sarebbero stati smaltiti nella zona dalla camorra – hanno spiegato i consiglieri - c’è molto allarme in tutta la zona. Non chiediamo che la Regione si sostituisca alla magistratura ma che vengano messe in atto tutte le attività di tutela della popolazione che sono nei nostri poteri, fatti tutti i controlli necessari e informata con puntualità la popolazione e avviata in tempi brevi la bonifica delle zone inquinate. Giuseppe Cangemi (Ncd) ha evidenziato la necessità di maggior programmazione nel settore e ha chiesto di fare un consiglio regionale straordinario. D’accordo anche Antonello Aurigemma (Pdl) che ha chiesto alla giunta  un programma di interventi preciso e dotato di risorse certe. “Si tratta di un percorso complesso, che inizia negli anni ’70 – ha ricordato l’assessore all’Ambiente Fabio Refrigeri – il vero tema è capire il livello della qualità ambientale in tutto il basso Lazio e, in particolare, nella vallata dove c’è la discarica di Borgo Montello. Abbiamo cominciato facendo l’anagrafe dei siti da bonificare, per avere un quadro preciso e poi intervenire con una programmazione seria. In quest’area è stata già fatta la ricerca di eventuali fusti tossici nell’area della discarica e abbiamo chiesto maggiori informazioni alla magistratura che sta indagando. Abbiamo complessivamente a disposizione circa 10 milioni di euro per le bonifiche, di cui 6,4 milioni già stanziati per quest’area”.Refrigeri, in conclusione, ha ribadito che le indagini svolte fino ad ora non hanno rilevato la presenza di rifiuti radioattivi negli invasi della discarica. Teresa Petrangolini (Per il Lazio) ha suggerito di usare l’istituto della partecipazione al processo che consente a cittadini e associazioni di essere informati fin dalla fase delle indagini: “Dobbiamo verificare se la Regione possa utilizzare questo strumento”. “Al di là delle dichiarazioni di Schiavone – ha ribadito Pernarella – i risultati dei rilievi dell’Arpa dimostrano un elevato livello di inquinamento, in particolare delle acque del fiume Astura, inquinamento dannoso sia per la popolazione che per i prodotti agricoli. La Regione deve intervenire subito”. Il presidente Panunzi ha ribadito “la necessità di fare chiarezza, fornendo dati certi, evitando ogni tipo di allarmismo, ma tutelando al tempo stesso i cittadini. Servono un’indagine epidemiologica e il monitoraggio continuo. Subito dopo la sessione di bilancio, metteremo in calendario un’audizione con l’Arpa e la Asl”. “Se questa è la situazione – ha replicato Simeone – dobbiamo convocare immediatamente Arpa e Asl”.  D’accordo anche Cangemi: “Se questa fosse la verità l’assessore convochi subito i sindaci per vietare l’irrigazione”. L’assessore Refrigeri ha ribadito che la falda è monitorata dal 2005: “Il progetto di bonifica che stiamo mettendo in campo riguarda proprio la mitigazione della contaminazione dell’acqua”. Da parte sua l’assessore alla Sicurezza, Concettina Ciminiello, ha ricordato che le dichiarazioni di Schiavone sono oggetto delle indagini della Direzione distrettuale antimafia: “Sono state fatte anche indagini ambientali. La Regione, per quanto riguarda Borgo Montello – ha proseguito Ciminiello - ha promosso l’istituzione di un tavolo per la trasparenza. Per il resto dobbiamo aspettare la conclusione delle indagini”. Il presidente Favara, a conclusione dell’audizione, ha parlato “di elementi di grande preoccupazione che sono emersi nel corso di questa audizione. Servono riscontri precisi alle dichiarazioni di Schiavone”.