Vannini, mamma Marina: ’’Martina, fredda e determinata’’

«Sono stanchissima, vedere Martina è stato per me veramente devastante. Non ho parole per esprimere quanto mi ha fatto male. Anche perché lei, molto fredda e determinata nell’esporre la sua versione, non si è mai girata verso di me e Valerio. L’ho percepita molto gelida, non ci mai guardato e non ha mai detto una parola per Marco tranne una volta quando ha detto che per lei era tutto. Però poi ha detto che Marco non urlava e che era cosciente. Ma allora, mi chiedo, è possibile che nei momenti di lucidità, mio figlio non le abbia mai detto che era ferito, dove gli faceva male e perché? Questo pensiero mi ha fatto veramente male. Si mi aspettavo che avrebbe preparato la sua versione però che arrivasse a tanto! Non sono riuscita a percepire da parte sua, un minimo di umanità e di sentimento. Come ho sempre detto è una ragazza gelida. Anaffettiva e di ghiaccio».
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini, alla fine dell’udienza che si è tenuta ieri in Corte di Assise a Roma, dove si celebra il processo per l’omicidio del giovane ventenne, nel corso del quale sono stati esaminati gli imputati Antonio Ciontoli e la figlia Martina, che era la fidanzata di Marco.
Appare molto provata mamma Marina. Si percepisce dal suo modo di parlare e di rispondere alle domande la difficoltà ad uscire da quella situazione emotiva creata dal dovere rivivere la tragedia di suo figlio attraverso i racconti che lei percepisce come adattati e quindi irrispettosi della memoria del figlio per il quale ella cerca la verità.
Ieri è stata la prima volta che Mamma Marina ha rivisto Martina dopo 29 mesi, e alla domanda che effetto le ha fatto risponde: «Lo stesso effetto che noi penso abbiamo fatto a lei. Proprio come se non esistessimo. E poi sentirla parlare, nominare mio figlio e tante cose dove si è contradetta mi hanno distrutto». Diverso, invece, secondo Marina l’atteggiamento di Antonio Ciontoli nei loro confronti. «Lui – dice - ha provato a girarsi verso di noi e a modo suo a chiederci scusa. Quando ha detto che la loro vita era stata distrutta ma che per prima era distrutta la nostra vita, e che si vergognava per quello che aveva fatto, l’ho interpretato come un modo per chiederci scusa. Perlomeno ci ha provato».

«C’è questo processo in corso, fino ad ora scorre abbastanza bene. Non metto fretta a nessuno, però voglio giustizia per mio figlio con tutto il tempo che ci vorrà. E’ stata una giornata veramente pesante. Rivivere attimo dopo attimo quello che ha vissuto in quei momenti mio figlio mi ha fatto veramente male. Non nutro odio verso di loro né sentimenti di vendetta nei loro confronti. Voglio solo giustizia per Marco – conclude mamma Marina».
Papà Valerio: «Me l’aspettavo più ‘’tosta’’ di lunedì scorso (riferendosi all’esame degli altri due imputati Federico e Viola), invece ieri, mi ha fatto meno male. Ero più controllato, l’altra volta, invece, Viola e Federico mi hanno provocato una grande rabbia dentro. Sarà che in questa occasione mi sentivo più preparato, Martina, sembrava che avesse il collo steccato e ha detto una caterva di bugie contraddicendosi più volte tanto che penso tutti i presenti si siano resi conto. Non mi ha sconvolto più di tanto, nonostante fosse la persona che più di tutte temevo di rivedere. Antonio ha fatto la sua solita patetica sceneggiata, ad un certo punto ha provato pure a piangere ma le lacrime non gli sono venute stavolta – dice sorridendo con ironia. Mi aspettavo di peggio».
L’avvocato Mauro de Carolis, legale di papà Valerio, ha dichiarato: «Le dichiarazioni di Martina ed Antonio Ciontoli sono state un susseguirsi di falsità, di negazione delle evidenze e di palesi contraddittorietà. Hanno reso delle dichiarazioni, su quello che accadde quella tragica notte talmente incredibili che, potrebbero ritenersi quasi offensive per tutti i presenti in aula. Credo che ormai non ci siano più dubbi in ordine alle loro condotte».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina, ha dichiarato: «Questi – riferendosi ai Ciontoli, Martina e il padre - continuano con le loro versioni che sembrano al di fuori di ogni ragionevolezza e quindi prive di credibilità, secondo me. Laddove possono essere riscontrate, i testimoni dicono esattamente il contrario. Perciò non c’è altro da dire che La Corte deciderà e prenderà atto, secondo me, della loro totale mancanza di credibilità. Questa è la mia valutazione. Vediamo cosa succederà» Tra le contraddizioni più clamorose, Gnazi evidenzia: «Martina dice: ‘‘Io ho detto quelle cose, in realtà non ero presente le ho riferite come se le avessi vissute io ma in realtà in modo così analitico me le ha riferite mio padre’’. Antonio però dice: “Ma io non mi ricordo quello che è successo in quel momento, non mi ricordo cosa diceva Marco, non mi ricordo cosa gli rispondevo”. E quindi, mi chiedo – continua Gnazi - cosa può averle riferito alla figlia?. Non so se mi sono spiegato. Questa è una grave contraddizione. Nel momento in cui Martina dice di aver saputo tutto dal padre anche se parlo in prima persona e quindi una cosa del tutta illogica. L’avvocato interviene anche riguardo ai dettagli riferiti secondo i Ciontoli dal maresciallo Izzo dicendo: «Dettagli peraltro che Izzo in parte non poteva sapere in quel momento perché sono venuti fuori soltanto con l’autopsia. Ma a prescindere da questo tra la versione fornita da alcuni testimoni anche qualificati come i carabinieri o testimoni disinteressati come la vicina di casa che, peraltro è un’infermiera, e quella opposta di questi signori che hanno cambiato molte volte versione, qualsiasi persona normale quale sceglierebbe? Tutto qua».
(seapress)


 

0 Commenti

Nessun commento

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. Campi richiesti*

Social

Facebook

Twitter

Instagram

@quotidianolavoce

Meteo

Oroscopo

Borsa

Camera dei Deputati

Guida TV