Scheletro di un sub rinvenuto a Sabaudia: potrebbe essere Virginio Nottola

Potrebbe essere lo scheletro del corpo di Virginio Nottola, il 50enne romano scomparso a fine ottobre al largo del mare di Tarquinia dopo essere uscito con la sua barca, un Flying junior 4,20 facendo perdere le sue tracce.
Lo scheletro, con indosso una muta da sub, che potrebbe essere compatibile proprio con quella indossata da Nottola al momento dell’uscita in mare a Tarquinia, è stato rinvenuto ieri nel tardo pomeriggio sulla costa di Sabaudia, in località Sacramento. Subito avviati gli accertamenti da parte dei carabinieri del posto per risalire all’identità della persona il cui cadavere è stato ritrovato ormai proprio allo stato di scheletro. Forte il sospetto che possa trattarsi di Nottola.
Come si ricorderà l’uomo era uscito in mare con muta e un salvagente blu, sabato 28 ottobre intorno alle 14,30. Si era avviato in mare con la sua barca a vela partendo dalla darsena del “Galeone” al lido di Tarquinia, dopo aver consumato un pranzo presso un ristorante stabilimento del litorale. Dopo pochi metri dalla costa, il natante ha scuffiato, con la barca che si è ribaltata. Poco dopo le 15, un testimone a bordo di un gommone ha notato l’imbarcazione rovesciata a circa 400 metri dalla costa. Da quel momento di Virginio Nottola non si è più avuta alcuna notizia. Sul natante, poi recuperato, è stata ritrovata una sacca contenete occhiali da vista e cellulare. Il caso approdò anche alla trasmissione tv "Chi L’ha visto?’’. Virginio Nottola, era alto 1,82, corporatura esile, calvo e occhi castani.
L’uomo, residente a Roma, era proprietario di una casa a Tarquinia lido dove spesso trascorreva il weekend. Per giorni Capitaneria di porto, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Croce rossa e volontari Prociv lo hanno cercato incessantemente battendo ogni angolo della costa, da Civitavecchia a Montalto e oltre, per mare e per terra, anche con l’ausilio dell’elicottero.
Se i sospetti dovessero essere confermati da una più approfondita valutazione, si dovrà procedere con specifici riscontri: solo mediante un’eventuale analisi del dna sarà infatti possibile stabilire con certezza se lo scheletro rinvenuto a Sabaudia appartenga allo scomparso Virginio Nottola. (Seapress)


 

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