Roma, operazione “Game Over”: maxi confisca di beni per oltre 23 mln di euro da parte della Gdf

Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un decreto di confisca nei confronti di 9 appartenenti al clan dei CASALESI - “Gruppo IOVINE” e al contiguo e autonomo “Gruppo GUARNERA” di Acilia, per un valore complessivo di oltre 23 milioni di euro. Le indagini economico-patrimoniali sono state avviate all’esito di una vasta operazione antimafia, condotta dalle Fiamme Gialle di Roma, che, nell’ottobre 2013, nell’ambito dell’operazione “Criminal Games”, aveva portato all’arresto di 15 persone per i reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di beni, usura, estorsione, rapina, illecita concorrenza con minaccia e violenza e detenzione illegale di armi. In quel contesto, era stata accertata l’esistenza di una vera e propria joint-venture nel remunerativo settore delle “macchinette mangiasoldi” – imposte nel territorio di Acilia agli esercizi commerciali autorizzati – tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e noti personaggi della criminalità organizzata romana, a loro volta in contatto con qualificati appartenenti alla Banda della Magliana. In particolare, evidenze giudiziarie confermavano come il boss avesse progressivamente esteso le sue illecite attività nel settore delle slot machine dalla Campania al Lazio, coinvolgendo soggetti locali già “addentrati” in quel comparto illecito. Dopo l’arresto di IOVINE, avvenuto nel dicembre 2006, i fratelli GUARNERA avevano promosso e organizzato un autonomo gruppo mafioso, creato a perfetta imitazione della consorteria criminale casertana e ricalcante le medesime e bieche logiche delittuose. Nel dettaglio, gli investigatori scoprivano che i GUARNERA, per mantenere ed estendere il loro potere delinquenziale ed economico, si erano avvalsi di un braccio armato e violento, composto da un nutrito e pericoloso gruppo di cittadini albanesi (i cosiddetti “pugilatori”). Il già evidente profilo di “pericolosità sociale” dei protagonisti della vicenda veniva aggravato dagli elementi acquisiti nell’ambito dell’operazione “VENTO DELL’EST”, che nel luglio 2015 portava all’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare. In tale contesto, veniva accertato, tra l’altro, un episodio estorsivo ai danni del titolare di un centro scommesse SNAI di Guidonia Montecelio, perpetrato attraverso ripetute minacce di violenza fisica, nonché documentato un fiorente traffico internazionale di stupefacenti versato la Capitale. Conseguentemente venivano eseguiti approfondimenti economico-patrimoniali, finalizzati alla ricostruzione del patrimonio direttamente o indirettamente riconducibile dai soggetti monitorati, che consentivano di acclarare come 9 di loro avessero accumulato beni mobili e immobili di ingente valore, in misura sproporzionata rispetto ai redditi leciti percepiti, nonché conducessero un tenore di vita assolutamente incoerente rispetto alle loro possibilità economiche. La confisca odierna ha ad oggetto i beni già sottoposti a sequestro nel marzo del 2016, vale a dire: - l’intero patrimonio aziendale di 3 ditte individuali; - le quote societarie, il capitale sociale e l’intero patrimonio aziendale di 5 società di capitali; - 8 unità immobiliari site in Roma e nelle province di Nuoro e L’Aquila; - 1 terreno sito in Roma; - 8 autovetture; - 1 motociclo; - rapporti finanziari per un valore complessivo di stima di oltre 23 milioni di euro. Contestualmente il Tribunale di Roma ha disposto, nei confronti di 6 dei 9 proposti, l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza per 3 anni.


 

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