Violenza sul lavoro, Librandi: ‘Occorre intervenire con fermezza’

Roma - “I dati sulla violenza sul luogo di lavoro registrati in Italia dimostrano che ancora molto deve essere fatto per fermare tale fenomeno dilagante”: queste le dichiarazioni, attraverso una nota, del Segretario Generale Uil Fpl Michelangelo Librandi, su una della tematiche più delicate e più discusse negli ultimi anni.
“Svariate volte abbiamo denunciato le tante, troppe aggressioni che stanno avvenendo nei confronti dei dipendenti del Pubblico Impiego, - ha continuato Librandi - il 30% delle quali compiute nei confronti degli operatori sanitari. Ancora più allarmante il dato secondo il quale le vittime principali sono soprattutto donne.
Conosciamo bene i motivi principali di tale violenza, che condanniamo con forza, scaturita dall’insoddisfazione dell’utente verso alcuni servizi, dai pronto soccorsi con le lunghe attese sino all’area territoriale.
Per tutelare questo personale vittima delle gravi carenze organizzative, economiche e strutturali del sistema, occorre un concreto potenziamento del Servizio Sanitario, dagli investimenti, alla valorizzazione del personale impiegato sino allo sblocco del turn over e la fine della precarizzazione, elementi che noi riteniamo essere tra le cause principali di tale situazione. Per la UIL FPL questo è sempre stato un tema prioritario, tanto da essere intervenuti nella preintesa del CCNL Sanità anche sulla questione del turn over, sulla questione dei precari e sulla sicurezza nei posti di lavoro. Un risultato che ci rende orgogliosi, nella consapevolezza che tutto questo deve essere accompagnato da una vera politica della sicurezza, ad esempio prevedendo in ogni presidio ambulatoriale e ospedaliero un servizio di vigilanza completo o accorgimenti a tutela del personale che si reca a fare visite domiciliari particolarmente delicate o in territori ad alto rischio di violenze e cosi via.
Infine – conclude Librandi – chiediamo con forza di intervenire con fermezza adottando una politica aziendale di tolleranza zero nei confronti di queste aggressioni”.





 

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