Gdf Roma, riciclaggio e trasferimento fraudolenti di beni: 5 custodie cautelari in carcere

Roma – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti, accusati a vario titolo di riciclaggio, reimpiego di proventi illeciti, trasferimento fraudolento di beni e accesso abusivo a banche dati di rilevanza nazionale.
Il dominus del sodalizio criminale è Angelo Capriotti, imprenditore già noto alle cronache giudiziarie per aver dato vita a decine di società nazionali ed estere utilizzate per commettere reati in materia finanziaria, bancarotte per distrazione, truffe aggravate ai danni di enti pubblici, corruzione di pubblici funzionari.
Nel 2014 Capriotti era stato già arrestato dalle Fiamme Gialle di Roma per bancarotta fraudolenta, in relazione al fallimento di numerose società operanti in ambito nazionale e internazionale, prevalentemente nel settore delle costruzioni edilizie e degli appalti pubblici.
Parallelamente, gli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma avevano svolto indagini che hanno poi disposto, sempre nel 2014, il sequestro di beni riconducibili alla famiglia dell’imprenditore per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro.
Gli arresti eseguiti costituiscono l’epilogo di ulteriori approfondimenti investigativi, da cui è emerso che Capriotti e i suoi sodali erano riusciti nel tempo a riciclare i proventi derivanti dalla bancarotta contestata in passato, reinvestendoli nel circuito dell’economia legale attraverso numerose società operanti nel settore delle costruzioni edilizie e aventi sede in Italia e nel Principato di Monaco.
Alla moglie del Capriotti, anche lei destinataria della misura cautelare e al momento all’estero, viene invece contestato il riciclaggio della somma di oltre 800 mila euro. Il socio in affari, Manuel Segarelli, e un altro soggetto attualmente irreperibile, si sono prestati all’intestazione fittizia delle quote societarie per consentire a Capriotti di vanificare gli effetti della misura di prevenzione patrimoniale.
All’esito delle indagini, il G.I.P. ha dunque emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti i 5 indagati. Nei confronti dei due soggetti allo stato irreperibili sono in corso le attività per il rintraccio anche all’estero.


 

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