Crisi governo: proseguono gli incontri Di Maio-Salvini

Nuovo incontro oggi tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini per cercare di trovare un’intesa per far nascere il nuovo governo. M5S e Lega trattano su tutto, cercando di trovare una soluzione al rebus nel minor tempo possibile. "Stiamo facendo notevoli passi avanti sul programma di governo, stiamo trovando ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani", ha detto ieri Di Maio annunciando il nuovo vertice di oggi a Milano, al Pirellone. "Speriamo di chiudere il prima possibile perché se non si chiude si torna al voto", ha poi aggiunto sottolineando subito dopo: "Domani c’è un altro tavolo" con la Lega "ma non è l’ultimo step. Certo sono d’accordo con Salvini che si deve fare il prima possibile perché il Paese ha già aspettato tanto e anche perché questa è un’occasione importante. Però, se per scrivere bene questo contratto dobbiamo spendere un altro giorno va bene".
Ma se la trattativa sul contratto di governo sembra andare avanti, il nodo premiership è ancora tutto da sciogliere. I 5 Stelle non sembrano avere un premier terzo nel cassetto - "di alto profilo, non un tecnico e con una chiara impronta politica" l’identikit tracciato - e crescono i dubbi sul nome da individuare per affidargli il mandato a formare il governo. E anche se la garanzia potrebbe essere quella di un ruolo forte di Salvini e Di Maio in una sorta di ’triumvirato’ di fatto, il timore diffuso è che alla fine ci si trovi con una figura "difficile da gestire".
Nell’incontro di ieri tra i due leader, hanno assicurato i vertici 5 Stelle e dichiarato lo stesso Di Maio al termine del faccia a faccia, non si è parlato di nomi. E i timori iniziano a serpeggiare nel Movimento: "La Lega il nome ce l’ha ma lo tiene coperto per non bruciarlo - ipotizzano dall’inner circle di Di Maio - oppure sono in alto mare come noi". Ma la convinzione "è che non sarà questo il motivo di rottura". Nel frattempo il nome di Giampiero Massolo sembrerebbe essere stato messo da parte, smentito dagli stessi vertici grillini, mentre si rincorrono boatos. Secondo fonti parlamentari del centrodestra, pur di uscire dall’impasse attuale, M5S avrebbe proposto a Salvini di fare un ’passo di lato’ accettando di lasciare la premiership a Di Maio: in cambio la Lega otterrebbe un ’pacchetto’ consistente di posti chiave, ovvero la ’vicepresidenza unica’ o l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe pesanti (in pole ci sarebbe Giancarlo Giorgetti) e alcuni ministeri determinanti (Economia, Esteri e Interni). Ma la partita dei ministeri è ancora più confusa, dipendendo a cascata dalla scelta del premier e dalla collocazione dei due leader. Sono comunque tanti i dubbi che animano il Movimento sul nodo della premiership. Ecco perché in molti, nei piani alti del M5S, vorrebbero che tornasse in pista lo stesso Di Maio.
Nel frattempo, nel centrodestra le acque non sono proprio calme. Da una parte c’è Silvio Berlusconi che, con una nota di Forza Italia, smentisce di aver detto che se Salvini e Di Maio fanno il governo c’è il rischio della patrimoniale. "Speriamo che questi due qui non vadano avanti perché mettono la patrimoniale", avrebbe detto il Cav durante la sua visita ad Amart, mostra mercato dell’antiquariato al Museo della Permanente a Milano. Parole che vengono seccamente smentite. "Leggiamo di un presunto commento negativo del presidente Berlusconi in merito al governo Lega-M5S e del rischio di una patrimoniale. La frase - precisa una nota di Forza Italia - non è stata pronunciata nel corso della visita privata alla mostra e non corrisponde al pensiero del presidente di Fi’’. Perché Silvio Berlusconi non si sente tradito dal segretario della Lega. Il leader di Forza Italia lo ha ribadito: Salvini non ha tradito l’alleanza del centrodestra nel tentativo di formare un governo con il Movimento Cinquestelle.
Ma c’è anche il caso Meloni. "Non ho niente da dire", ha tagliato corto Giorgia Meloni scura in volto dopo aver visto a Montecitorio Luigi Di Maio nel tardo pomeriggio di ieri. Insomma, tra M5S e Fdi sarebbe calato il gelo. Qualche ora più tardi è il capo politico dei pentastellati a confermare che il faccia a faccia è andato male: ’’E’ stato un incontro di cortesia: ho spiegato alla Meloni perché Fdi non può stare nel contratto di governo tra M5S e Lega". A fine serata a farsi sentire via Facebook è la presidente di Fratelli d’Italia: ’’Ho ribadito al leader pentastellato che Fdi -che non ha mai avanzato alcuna richiesta di ingresso nel nuovo esecutivo - non potrebbe mai far parte di un governo a guida grillina e che anzi abbiamo vincolato ogni nostra decisione proprio a una premiership rispettosa degli italiani che ci hanno votato".


 

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