Domenico De Masi: Polarizzazione della ricchezza ed erosione del ceto medio

"La crescita economica di Roma dipenderà della spesa pubblica e dall’andamento del turismo che, a sua volta, dipenderà da un miglioramento delle infrastrutture. Quest’ultime, a loro volta, saranno realizzabili solo attraverso stanziamenti pubblici. Le realtà bancarie e le grandi imprese tenderanno a spostarsi a Milano. Roma investirà per rimodernarsi". È quanto emerso dalla ricerca su “Roma 2030. Scenari di sviluppo nel prossimo decennio”, iniziata nel dicembre 2017 e terminata nel maggio 2018, realizzata dallo studio De Masi per conto della Camera di Commercio di Roma e presentata oggi presso Sala del Tempio di Adriano. Tra gli altri, è presente anche la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Avremo una crescita dell’economia legata al turismo - ha spiegato il professore Domenico De Masi - Si acuiranno fenomeni di polarizzazione della ricchezza e di ulteriore erosione del ceto medio". In base quanto emerso dalla ricerca: la Capitale tenderà a esportare la sua periferia nell’area regionale. Roma presenterà indicatori di assoluto valore soprattutto grazie a un ottimo livello d’inter-modalità (aereo, ferro, gomma, marittimo) dovuto agli investimenti che saranno realizzati per il Giubileo del 2025. Roma sarà un sistema caratterizzato da un forte legame tra ricerca, formazione e impresa. Vi sarà una formidabile concentrazione interdisciplinare di strutture di ricerca e un immenso giacimento di intelligenza che proietterà Roma come capitale di una nuova economia fondata sulla conoscenza e sul continuo progresso del sapere. Per quanto riguarda la struttura produttiva e lavoro, dalla ricerca è emerso che da qui al 2030 i settori in ritirata saranno quello bancario tradizionale e la PA. Il settore dell’industria classica – meccanica, petrolio, tessile – si avvierà verso il declino. Ci sarà un ulteriore indebolimento del settore hi-tech presidiato dalla Finmeccanica. La tradizionale vocazione romana all’edilizia sopravvivrà solo se si concentrerà sulle ristrutturazioni. Il turismo sarà prevalentemente povero con un segmento di lusso composto da connoisseur. La disoccupazione si manterrà, tutto sommato, stazionaria. Alcune fra le poche grandi aziende italiane, a partire dall’Enel e dalle Ferrovie, manterranno la localizzazione nella Capitale. I campi di maggiore sviluppo saranno: agroalimentare, enogastronomico, biotecnologie, biomedicale, farmaceutica, big data e informatica, software per il tempo libero e i giochi, grandi eventi, nutriceutica, wellness, restauro, cinema e telecomunicazioni, valorizzazione dei beni culturali, servizi finanziari innovativi, aerospaziale, robotica e droni.


 

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