Nave Diciotto con 67 migranti, ispezione della polizia di Trapani

E’ atteso in mattinata l’approdo al porto di Trapani della nave Diciotti con a bordo i 67 migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo Vos Thalassa. Sul molo Ronciglio, affollato di cronisti e fotografi, è pronta la task force per accogliere i migranti predisposta dalla Prefettura. L’arrivo era previsto per stamani alle 8, ma è slittato per "questioni tecniche, potrebbe essere legato agli accertamenti in corso su eventuali violazioni delle leggi italiane" dice il sindaco Giacomo Tranchida. L’ipotesi è che sia servito più tempo alle forze dell’ordine salite ieri a bordo della nave della Guardia costiera per completare gli accertamenti predisposti per identificare gli autori del tentativo di dirottamento del cargo. Dopo il salvataggio, infatti, alcuni migranti avrebbero minacciato l’equipaggio e il capitano delle nave, si immagina per non essere riportati in Africa. Sono così saliti a bordo del rimorchiatore uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all’autorità giudiziaria. "Se c’è gente che ha minacciato e che ha aggredito, non sarà gente che finisce in un albergo ma che dovrà finire in una galera, aveva tuonato ieri il ministro dell’Interno Salvini - non darò autorizzazione a nessun tipo di sbarco finché non ci sarà garanzia per la sicurezza degli italiani che delinquenti, che non sono profughi, che hanno dirottato una nave con la violenza, finiscano per qualche tempo in galera e poi vengano riportati rapidamente nei loro Paesi". E ancora: "Prima di concedere qualsiasi autorizzazione - aveva aggiunto il responsabile del Viminale - attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette". Una dura presa di posizione criticata oggi dal sindaco di Trapani. "Salvini faccia il ministro - ha replicato Tranchida - Gli spot elettorali li faccia dentro il suo partito e non governando il Paese che ha una Costituzione salda. L’eventuale privazione della libertà personale la dispone la magistratura in caso di violazioni di leggi italiane e non certo Salvini con un tweet". "E’ ovvio che le leggi valgono per tutti - ha aggiunto il sindaco di Trapani - e chi ha sbagliato deve pagare, ma l’accertamento dei reati spetta alla magistratura e non al ministro. Salvini tenga bene a mente che sta governando un Paese e che non può farlo continuando un’eterna campagna elettorale".


 

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