Migranti, controlli e censimento in tendopoli ex Baobab Tiburtina

Controlli e identificazioni venerdì mattina all’alba nell’area della Stazione Tiburtina e nella tendopoli allestita da Baobab. Nel corso delle operazioni, sono state rinvenute dagli agenti della Polizia di Stato 8 biciclette destinate al bike sharing, che saranno in seguito restituite alla società di appartenenza. 88 le persone rintracciate e controllate al momento dell’intervento, 34 delle quali, prive di documenti o con provvedimenti a carico, sono state accompagnate presso l’ufficio Immigrazione di via Patini per ulteriori verifiche.
Su facebook Baobab Experience racconta: "Migranti fatti posizionare su tre file per ’censimento’ direttamente al campo. Chi non ha documenti verrà portato in via patini, all’ufficio immigrazione. Il piazzale è isolato e non c’è modo di entrare o uscire". "Come residenti - commenta il Comitato cittadini Stazione Tiburtina - non possiamo che tirare sospiri di sollievo quando la Questura decide di muoversi. Nelle ultime settimane guardavamo con preoccupazione l’aumentare dei personaggi ospitati da Baobab e con grande preoccupazione abbiamo assistito alla maxi rissa tra etnie avvenuta pochi giorni fa. Auspichiamo che con la nuova linea adottata dal Ministero degli interni venga eliminata ogni possibilità di accoglienza informale ai migranti che celano, come abbiamo visto in questi anni, movimenti oscuri e non controllabili. Solo questa mattina apprendiamo che sono circa trenta i migranti senza documenti trovati nell’accampamento. Nel corso degli anni come cittadini siamo stati totalmente abbandonati dalle istituzioni che avevano altresì il dovere di tutelarci. Chiediamo da anni ordinanze contro la somministrazione dei pasti sotto le nostre case che concentrano centinaia di sbandati di fronte ai nostri portoni ogni sera. Chiediamo da anni un’ordinanza contro consumo e vendita di alcolici in strada. Notiamo al contrario che se noi onesti residenti non abbiamo ottenuto nulla di tutto ciò chi ha fatto dell’illegalità e della prepotenza uno stile di vita riesce durante il suo braccio di ferro con lo Stato ad ottenere posti di prestigio addirittura nelle Commissioni territoriali per il riconoscimento del diritto alla protezione internazionale".


 

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