Terremoto turco, paura nei mercati mondiali. Tante le banche esposte, la preoccupazione di Bce

Il governo turco "non perderà la guerra economica". E’ quanto ha detto il presidente turco Racep Tayyip Erdogan parlando durante una visita alla città settentrionale di Bayburt ad un gruppo di fedeli musulmani, dopo la tradizionale preghiera del venerdì, come riferisce il quotidiano Hurriyet e altri media. Erdogan, di fronte ad una crisi economica devastante, già nella giornata di giovedì aveva criticato duramente il mondo della finanza internazionale. In queste ore la ‘divisa’ turca è letteralmente affondata, precipitando al minimo storico nei confronti del dollaro perdendo più del 43% del suo valore sul dollaro e nella mattinta di venerdì è arrivata a scambiare fino a 6,21 sul biglietto verde e 7,1 sull’euro. Intanto, il Financial Times riferisce di indiscrezioni secondo le quali la Bce sarebbe preoccupata dalle ripercussioni in particolare sulle banche più esposte verso il mercato turco. In Italia, in questo senso, viene penalizzata Unicredit che cede il 3% alle 10,20. "Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro Dio", ha detto ieri sera Erdogan da Rize. In giornata è previsto un annuncio del ministro delle Finanze e genero del presidente, Berat Albayrak, che dovrebbe rivelare i piani per una "nuova economia" nel tentativo di rassicurare gli investitori. Intanto il leader turco è tornato a denunciare "le varie campagne" portate avanti contro la Turchia e ha ribadito: "Non dategli credito". "Oggi stiamo meglio di ieri e domani staremo ancora meglio - ha promesso - Non ho dubbi su questo". "Noi lavoriamo sodo", ha aggiunto. L’opposizione turca non risparmia accuse al presidente Erdogan dopo il crollo della lira turca. "La crisi è arrivata!", ha scritto nel primo di una serie di tweet Selin Sayek-Boke, deputata del Chp, il principale partito di opposizione in Turchia. "Il regime - ha incalzato - ci ha trascinato in una crisi valutaria nonostante i nostri avvertimenti". "Abbiamo immediatamente bisogno - ha aggiunto la parlamentare eletta a Izmir (Smirne) - di una banca centrale indipendente, di una politica economica che dia priorità alla produttività e allo stato sociale". Nelle ultime ore è tornata ad Ankara la delegazione guidata dal neo vice ministro degli Esteri, Sedat Onal, che era in missione a Washington dopo le ultime tensioni esplose con la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni contro i ministri turchi di Giustizia e Interni in relazione al mancato rilascio del pastore americano Andrew Brunson, arrestato in Turchia nel 2016 con l’accusa di terrorismo e spionaggio e ora agli arresti domiciliari. I colloqui a Washington con il vice segretario di Stato John Sullivan sembrano non aver dato risultati. Nessun dettaglio sui negoziati tra i due Paesi alleati Nato è stato fatto trapelare dai media turchi. Albayrak ha definito "inaccettabili" le sanzioni americane e ha sostenuto che hanno un "impatto limitato" sull’economia turca.


 

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