Maxiretata nel quartiere Ballarò di Palermo, sedici arresti ad altre misure interditive

Sette persone sono state portate in carcere, otto persone ai domiciliari, mentre altre sette persone sono sottoposte all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Sono tutti tenuti responsabili – tra l’altro – di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le indagini, condotte mediante attività tecniche, “hanno consentito di acquisire gravi elementi nei confronti di un sodalizio criminale operante nel quartiere ”Ballarò” di Palermo (mandamento di Porta Nuova) e di individuare in Silvio Mazzucco, già condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel 2011 unitamente a Francesco Paolo Lo Iacono, sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’operazione ”Panta Rei” del dicembre 2015 nella quale figurano anche Paolo Calcacgno, all’epoca reggente del mandamento Porta Nuova e a Salvatore Mulè, reggente famiglia Palermo Centro) e Giovanni Rao, il cui nome emerge nell’ambito dell’operazione ”Panta Rei” per le sue frequentazioni con Lo Iacono e Mulè entrambi vicini alla famiglia mafiosa di ”Palermo Centro” (del mandamento di Porta Nuova), i promotori dell’organizzazione, i quali sovraintendevano alle complesse attività di gestione e ricevevano i proventi dell’attività di spaccio”, dicono gli inquirenti.
L’organizzazione, per quanto emerso dalle indagini, poteva contare su una copiosa schiera di pusher e vedette che operavano con serrate turnazioni giornaliere, in sinergia con i responsabili operativi della ”piazza” ai quali spettava la custodia del denaro provento delle cessioni di stupefacente, ma soprattutto aveva la disponibilità di magazzini e garage, riconducibili ai membri dell’organizzazione, posti nelle immediate vicinanze della ”piazza di spaccio”, dove poter occultare e stoccare lo stupefacente in modo tale da poterne disporre prontamente.
“Con l’operazione di oggi viene decapitata una consorteria criminale che gestiva, con meticolosa organizzazione e rigido controllo del territorio, lo spaccio della droga in un quartiere, quello del ”Ballarò”, nel quale si trovano diversi istituti scolastici e che risulta visitato ogni giorno da migliaia di turisti”, spiegano i Carabinieri.


 

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