L’ultima gaffe del ministro Toninelli: il tunnel del Brennero sarà pronto solo nel 2026

Mancano almeno otto anni al completamento del Tunnel del Brennero che il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha già dato per completato e molto trafficato. Quando sarà completata, nel 2026, la Galleria di base del Brennero (BBT) con i suoi 64 km sarà il tunnel ferroviario sotterraneo più lungo del mondo. Passerà al di sotto delle Alpi da Innsbruck, in Austria, a Fortezza, in Italia. La galleria sarà il collegamento più importante nell’asse ferroviario ad alta capacità Berlino-Palermo, ed è stata concepita per privilegiare il trasporto delle merci su rotaia rispetto a quello si gomma. Gli scavi, iniziati nel 2008, possono costare fino a 40.000 euro al giorno e sono finanziati dai capitali delle Reti Trans-Europee (TEN), con il supporto dell’Unione europea. Il costo finale previsto è di circa 9,7 miliardi di euro. Fino all’estate 2014, l’Unione europea aveva assegnato al progetto base finanziamenti complessivi per 518,6 milioni, da spendere entro il 2015. Dal 1998 è stato istituito un “fondo ferrovia”, frutto di un’intesa tra il Governo italiano e le Province autonome di Trento e Bolzano, per accantonare quote dei proventi raccolti da Autobrennero Spa, concessionaria della autostrada A22, da destinare alla realizzazione della Galleria. Nel 2014 tale fondo ha raggiunto la cifra di 550 milioni di euro.
La Legge di Stabilità approvata nel dicembre 2014 ha assegnato al tunnel 570 milioni di euro, somma che si aggiunge ai 270 milioni già stanziati con il Decreto legge “Sblocca Italia”, approvato in via definitiva nel novembre precedente. L’impegno del Governo italiano sul piano finanziario consiste in 600 milioni di euro per gli interventi di propria competenza programmati fino al 2015.
La parte austriaca ha invece già approvato il finanziamento per la sua parte fino al 2018, per un ammontare di circa un miliardo e 300 milioni di euro. Dato che il 70% viene eseguito per mezzo di macchine, sei macchine perforatrici sono al lavoro contemporaneamente dall’inizio del 2018. In tutto, verranno utilizzate nove gigantesche macchine perforatrici, che possono scavare fino a 40 metri ciascuna al giorno. Il corridoio ferroviario pianeggiante attraverserà le Alpi alla base, con due gallerie parallele della larghezza di 8.1 metri con un singolo binario, che corrono parallele ad una distanza di 70 metri. Ogni 333 metri c’è un passaggio che collega i due tunnel, che può essere usato per l’evacuazione in casi di emergenza. Una caratteristica unica della Galleria di base del Brennero è la “galleria di esplorazione” posta tra i due tunnel. È collocata solo 12 metri più in profondità rispetto al BBT, che segue per tutta la sua lunghezza, e verrà utilizzata a lungo termine per lo scarico dei tunnel principali. La linea passerà al di sotto del passo del Brennero (1.371 metri) a un’altitudine di 794 metri – con una pendenza massima del 6.6/1000. La Galleria di base del San Gottardo, che è stata inaugurata nel 2016 ed è attualmente la galleria più lunga del mondo con i suoi 57 km, verrà messa in secondo piano quando aprirà la Galleria di base del Brennero. Secondo Klaus Felsch di HeidelbergCement, specialista nella costruzione di infrastrutture per i trasporti, persino il progetto Stuttgart 21 con i suoi 120 km di gallerie (per il quale l’azienda sta fornendo calcestruzzo) risulta di minore importanza al confronto. Quando tutti tunnel delle gallerie richiesti per il progetto BBT verranno collegati, costituiranno un totale di più di 230 km, 62 dei quali sono già stati scavati. Per scavare i 15 km del segmento della galleria di esplorazione in questa sezione del progetto, una macchina perforatrice lunga 200 metri e con una pinza del diametro di 8 metri proveniente dall’azienda Herrenknecht nel sud della Germania ha iniziato gli scavi nel 2015, e continuerà a scavare verso sud fino ai primi mesi del 2019. Il condotto di emergenza scorrerà lungo l’intera tratta del Bypass di Innsbruck, per 9 chilometri. Gli scavi del tunnel stanno procedendo da tre direzioni simultaneamente, con l’utilizzo di materiale esplosivo. Per l’Italia, è stato sottolineato nel corso del primo “Brenner Corridor Intermodal Forum” - Forum Intermodale del Corridoio del Brennero, rappresenta un’opera infrastrutturale strategica. Dal valico del Brennero transitano circa 50 milioni di merci all’anno (su circa 160 dell’intero arco alpino), quantità in crescita negli ultimi anni di +25%, a fronte di una crescita del Pil di +3,5% tra il 2014 e il 2017, e che si prevede in ulteriore consistente crescita nel prossimo decennio.
Oggi il 30% del trasporto merci lungo il Brennero è realizzato su ferro e il 70% su strada. Uno dei temi principali emersi durante il forum è stato proprio quello dell’esigenza di ricalibrare queste percentuali, ovvero spostare più merci verso il trasporto ferroviario, sia perché l’A22 ha quasi raggiunto il limite di sostenibilità del transito di mezzi pesanti (circa 2,2 milioni all’anno, con una capacità massima stimata attorno ai 3 milioni), sia per questioni si sostenibilità ambientale. Per quanto Toninelli, nella sua gaffe, abbia sottolineato il volume di traffico del Tunnel, ai 5 Stelle il progetto del Brennero non è mai piaciuto. Sulla pagina Trentino del Movimento nel 2015 si susseguono i post contro l’opera, come la richiesta di riconsiderarla, e la bocciatura come "inutile, dannosa e illegale". Il ministro Toninelli non è nuovo a gaffe. Negli scorsi mesi, ricorda Sky, è stato al centro di diverse polemiche per alcune frasi e atteggiamenti in particolare legate al crollo del ponte Morandi di Genova. Lo scorso 21 agosto, nel mezzo della crisi della nave Diciotti e pochi giorni dopo il crollo del viadotto, il ministro ha pubblicato su Instagram un selfie in spiaggia con la moglie. Altro selfie e altre polemiche il 15 settembre, quando Toninelli ha postato una foto accompagnata da una didascalia che ironizzava sul tema delle concessioni: "Ho revocato la revoca della concessione al mio barbiere”. Poche ore prima, inoltre, il ministro era finito nel mirino anche per un’immagine in cui appariva sorridente accanto a Bruno Vespa, negli studi di Porta a Porta, con in mano il plastico del ponte Morandi.


 

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