di Giuseppe Iacoviello
Quasi il 90% degli italiani considera internet e i social network ambienti poco o per nulla sicuri e ritiene giusto che i genitori controllino le attività online dei figli. È quanto emerge da un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24, che ha analizzato il rapporto tra minori e tecnologie digitali, toccando temi come il cyberbullismo e la tutela dei dati personali. Secondo gli intervistati, i bambini possono iniziare a usare dispositivi come computer, tablet e smartphone senza la supervisione di un adulto intorno agli 11 anni. Per la televisione il dato scende a 8 anni, mentre per i videogiochi a 10 anni. Tuttavia, le opinioni variano tra chi ha figli minorenni e chi non ne ha: i secondi tendono a indicare soglie di età più alte. Il 74% degli intervistati ritiene che i bambini fino a 10 anni possano guardare la televisione senza supervisione, ma la percentuale scende al 57% per l’uso della console di videogiochi e al 35% per il computer connesso a internet. Nel caso degli adolescenti sopra i 15 anni, le percentuali si abbassano ulteriormente: solo il 6% considera la TV un’attività che può essere seguita senza controllo, il 21% per il computer e il 12% per le console di videogiochi. Per quanto riguarda tablet e smartphone, il 41% degli intervistati ritiene che i bambini fino ai 10 anni possano usare un tablet senza supervisione, ma solo il 30% lo pensa per lo smartphone. Per la fascia 11-12 anni, il 18% ritiene che i ragazzi possano usare il tablet liberamente, mentre il 21% lo concede per lo smartphone. Tra i 13 e i 14 anni, il 19%ritiene che il tablet possa essere usato senza controllo, mentre il 26% pensa che questa sia l’età più adatta per concedere autonomia con lo smartphone. Infine, emerge una forte esigenza di controllo sull’uso di internet e dei social: oltre il 90% degli italiani ritiene necessaria un’autorizzazione genitoriale per i ragazzi fino ai 14 anni, mentre il 28% pensa che questo limite dovrebbe essere esteso fino ai 18 anni.