“Siamo sconcertati nel constatare che ancora una volta il potere esecutivo attacca un giudice per delegittimare una sentenza. Siamo disorientati nel constatare che il ministro della giustizia auspica la riforma di una sentenza di cui non esiste altro che il dispositivo. Sono dichiarazioni gravi, non consone alle funzioni esercitate, in aperta violazione del principio di separazione dei poteri, che minano la fiducia nelle istituzioni democratiche”. Lo afferma la giunta dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) con riferimento alle reazioni del governo alla sentenza che ha condannato il sottosegretario a 8 mesi per aver diffuso atti riservati sul caso dell’anarchico Cospito. “Forse questo caso dimostra che ci vuole il sorteggio per eradicare il potere cancerogeno delle correnti all’interno della magistratura”. Così il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro intervistato al Tg1 dopo le dichiarazioni dell’Anm che ha affermato che ‘per avere un giudice terzo non occorre andare a Berlino’. “Stiano pur certi che a Berlino ci vado a cercare un giudice terzo”, replica. Quanto alle dimissioni chieste dalle opposizioni, risponde: “Credo che sia il loro lo sport preferito. Registriamo che non si è ancora dimesso uno per le richieste delle opposizioni. Abbiamo preso i voti dagli italiani per cambiare l’Italia anche riformando la giustizia e così faremo consegnando ai nostri figli una giustizia più grande”. “Non vedo un grande fondamento giuridico nella sentenza che ha condannato il sottosegretario Delmastro mi sembra più una scelta politica finalizzata a dare un colpo alla riforma della giustizia. Noi andremo avanti perché va nell’interesse dei cittadini e della stessa magistratura quindi per me può rimanere al suo posto”. Lo ha detto il segretario di FI e vicepremier, Antonio Tajani, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Torino, a proposito della sentenza di condanna di ieri.”Sono assolutamente d’accordo con le parole delle presidente Meloni su Delmastro. Io sono un garantista, finché non c’è una sentenza di terzo grado c’è la presunzione di innocenza. Poi mi pare che la pubblica accusa, che in genere è sempre molto dura, avesse chiesto l’assoluzione”.