mercoledì, Febbraio 26, 2025

Sicurezza stradale: associazioni e cittadini in un flash mob per Daniela 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Salvaiciclisti Roma e di altre associazioni:Daniela è stata investita e uccisa dal conducente di un’automobile in via Laurentina 865, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Una morte assurda, che non possiamo chiamare “incidente”, perché a Roma si muore ogni giorno.
Associazioni e società civile si uniscono in flash mob, sul luogo dell’uccisione, per ricordarla e per chiedere all’amministrazione strade vivibili e sicure. Durante il presidio, al grido di #bastamortinstrada, si misurano le velocità dei veicoli in transito con rilevatore radar, come denuncia dei rischi enormi che a Roma corriamo tutti. La velocità che le auto raggiungono sul tratto di strada tra la rotatoria e l’ingresso del centro commerciale è folle. Peraltro la presenza dei semafori non dissuade, anzi: per evitare il rosso semaforico, in auto troppo spesso si spinge sull’acceleratore. Una ragazza è stata condannata a morte, colpevole di aver voluto camminare nei pressi di una fermata dell’autobus vicino ad un centro commerciale, tutto questo alle 13 di una qualsiasi giornata. Questi sono numeri che fanno orrore:
– 19 anni, un’età in cui non si può morire. Eppure gli scontri stradali in Italia sono la prima causa di morte tra i 5 e i 29 anni;
– 18 le persone uccise da inizio anno a Roma e provincia, di cui 7 pedoni;
– 145 vittime sulle strade di Roma e provincia nel 2024 di cui 42 pedoni;
– 50 km/h un limite percepito, ma come un consiglio e non come una prescrizione;
– 13.000 scontri stradali ogni anno con morti e feriti.
Al Comune di Roma e all’amministrazione competente a tutti i livelli chiediamo impegno concreto e urgente per fermare la strage. Perché milioni di cittadini che camminano, pedalano, si spostano e vivono a Roma, sono costretti a farlo a condizioni inaccettabili. Velocità e distrazione a Roma sono largamente impunite. Dovere dell’amministrazione è fare prevenzione e ridurre questi rischi con infrastrutture, controlli e comunicazione. Siamo stanchi di aspettare chi morirà domani nella nostra città. Vogliamo una città per le persone, una città 30, dove tutti continuano a muoversi con efficienza tutti possono tornare a casa. Rifiutare infrastrutture e moderazione della velocità vuol dire continuare a vedere vite spezzate, in una mistificazione dei dati da parte del ministro Salvini che continua a ingannare cittadine e cittadini con dati parziali e fuorvianti sul nuovo codice della Strada (aka Codice della Strage). Siamo vicine e vicini alla famiglia di Daniela e rinnoviamo il nostro impegno di attiviste e attivisti per riportare umanità sulle strade di questa città. Chiediamo alle istituzioni di fare altrettanto.

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