L’incontro al Museo Giacomo Manzù di Ardea rappresenta un’importante occasione per riflettere sull’arte sacra del Novecento, mettendo in luce il dialogo tra due artisti di spicco, Giacomo Manzù e Alfiero Nena, e la Chiesa cattolica. Entrambi hanno saputo interpretare e tradurre in opere d’arte i valori e i messaggi della fede, riuscendo a stabilire un legame significativo con i pontefici del loro tempo. La direttrice del museo, Maria Sole Cardulli, ha aperto l’evento sottolineando l’importanza di queste figure artistiche nel panorama culturale italiano e la loro influenza nel contesto ecclesiastico. Il critico d’arte Luca Nannipieri ha poi approfondito il tema, evidenziando come Manzù e Nena abbiano contribuito a rendere l’arte sacra accessibile e rilevante per il pubblico contemporaneo, attraverso opere che sono state collocate in luoghi simbolici come la Basilica di San Pietro. L’iniziativa non solo celebra il talento di questi artisti, ma offre anche una rilettura dell’arte sacra nel Novecento, un periodo di grande fermento e innovazione. Attraverso proiezioni e visite guidate, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di esplorare le opere di Manzù e Nena, scoprendo il loro impatto duraturo sulla spiritualità e sull’estetica contemporanea. Questa terza tappa del progetto di Nannipieri, dopo le precedenti esposizioni a Treviso, si configura come un’importante riflessione sull’eredità artistica italiana e sul suo dialogo con la fede, invitando il pubblico a considerare l’arte non solo come espressione estetica, ma anche come veicolo di valori e significati profondi.