Il taglio dei fondi destinati alla Polizia locale di Cerveteri ha suscitato un acceso dibattito, evidenziando le criticità e le necessità di un corpo già sottodimensionato. La decisione di dirottare 30mila euro dalla Polizia alla segreteria della sindaca, Elena Gubetti, ha creato malcontento tra gli agenti e i sindacati, che da tempo chiedono un potenziamento dell’organico. Con una media di un vigile urbano ogni 2.000 abitanti, la situazione è ben lontana da quella ideale suggerita dall’ANCI, che indica un numero di agenti almeno doppio rispetto a quello attuale, con un fabbisogno di 90 unità considerando la popolazione di circa 40.000 residenti. La Polizia locale, composta da circa venti unità, si trova a dover gestire un territorio ampio e diversificato, comprendente numerose frazioni e un aumento consistente della popolazione durante i mesi estivi. Le attuali condizioni operative sono aggravate da mezzi obsoleti e da una struttura inadeguata, che non risponde più alle esigenze degli operatori e degli utenti, in particolare delle persone disabili. Nonostante le promesse di una nuova caserma, il progetto sembra stagnare, lasciando il corpo di vigilanza in una situazione precaria. Le conseguenze di questa situazione si riflettono sulle attività quotidiane di pattugliamento, controllo della viabilità, gestione della movida e monitoraggio delle problematiche ambientali, con il rischio di dover operare con una sola pattuglia in determinati momenti della giornata. Questo scenario di instabilità mette in discussione la capacità della Polizia locale di garantire sicurezza e servizi adeguati alla comunità.