Un impatto positivo per oltre il 50% delle persone coinvolte nei Laboratori di Città Corviale e Spazio Cantiere di Tor Bella Monaca. È quanto emerge dallo studio condotto da Rete NeXt Nuova Economia per Tutti e commissionato dall’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale che ha misurato e valorizzato dal punto di vista economico gli impatti multidimensionali generati dai Laboratori, evidenziando un importante risultato: per ogni euro investito per la realizzazione delle azioni immateriali, sono stati generati benefici economici, ambientali e sociali pari a circa 1,5 euro. I Laboratori di quartiere, promossi da Roma Capitale e coordinati dalle Università Sapienza, Roma Tre e Luiss Guido Carli, nascono con lo scopo di contribuire alla rigenerazione urbana del territorio cittadino attraverso un modello di governance condivisa tra strutture centrali, dipartimenti e Municipi, che ha come punto di partenza l’apporto delle comunità locali nelle fasi di co-pianificazione e co-progettazione. In particolare a Corviale, Tor Bella Monaca e Santa Maria della Pietà dove sono attivi gli interventi di rigenerazione urbana finanziati con fondi Pnrr, i Laboratori di Quartiere si inseriscono in un grande progetto di rigenerazione caratterizzata da processi di trasformazione urbana dal basso, realizzati attraverso il coinvolgimento di politiche, pratiche e attori diversi: cittadini, imprese profit, organizzazioni non profit, amministrazioni locali e gruppi informali. Lo scopo dei Laboratori, infatti, non è solo informare i cittadini su le trasformazioni in atto ma creare dei veri e propri cantieri di partecipazione della società civile, con lo scopo di fare scelte non solo condivise e accettate ma sentite proprie e difese da chi abita i quartieri. Secondo lo studio di Next, realizzato attraverso la somministrazione di oltre 200 questionari, i Laboratori hanno permesso di aumentare il benessere dei territori nei quali sono stati sviluppati, impattando direttamente e indirettamente sui domini del Benessere Equo e Solidale dell’Istat: relazionali sociali pari al 43,04%, politica e istituzioni pari a 42,86% e paesaggio e patrimonio culturale pari al 14,13%. Ma soprattutto hanno aumentato la conoscenza dei progetti di riqualificazione previsti nei Piani urbani integrati di oltre il 90%. Nel dettaglio, le iniziative realizzate dal Laboratorio di Quartiere di Corviale hanno, in media e su una scala da 0 a 10, generato un impatto pari a 7,12 grazie al miglioramento del dialogo e ascolto dei cittadini, alla costruzione di relazioni con le istituzioni locali, alla promozione di attività socio/culturali, al miglioramento degli spazi fisici di aggregazione, alla qualità e accessibilità dei servizi e alla riduzione del degrado. Inoltre, si registra un impatto pari a 6,73 in termini di aumento della partecipazione sociale, culturale, della fiducia interpersonale e con le istituzioni. Per quanto riguarda il Laboratorio Spazio Cantiere di Tor Bella Monaca, le progettualità realizzate hanno generato un impatto significativo sia sui cittadini, sia fra le associazioni, le scuole e i dipartimenti. In particolare, si registra, in media e su una scala da 0 a 10, un impatto sui cittadini pari a 7,2 in termini di conoscenza, consapevolezza, partecipazione e motivazione ad essere protagonisti del processo di riqualificazione. Un valore che aumenta a 8 in riferimento all’impatto sugli studenti delle scuole coinvolte. Per il Laboratorio di quartiere Santa Maria della Pietà, che presenta una struttura diversa dagli altri due e in fase sperimentale, secondo lo studio di Next si stima che le attività che saranno realizzate potranno avere un impatto stimato in media e su una scala da 0 a 10, pari a 6,9 sulle capacità di poter migliorare la qualità dell’analisi del contesto locale, soprattutto legato ai percorsi di co-emersione e co -programmazione che saranno attivati dal soggetto comunitario. “Questo studio evidenzia l’importanza dell’attività svolta dai Laboratori di quartiere: la presenza costante di questi presidi territoriali e spazi di ascolto ha permesso, infatti, di rendere i cambiamenti in atto chiari, accessibili e tangibili, riducendo così la distanza fra cittadini e istituzioni. Grazie agli incontri pubblici, alle assemblee di quartiere e ai tavoli di lavoro non solo è stato possibile aumentare in modo considerevole la conoscenza e la consapevolezza dei residenti riguardo agli interventi che l’Amministrazione sta realizzando, ma sono state messe in campo azioni educative, culturali, di accompagnamento sociale e di governance partecipata, le uniche in grado di generare cambiamenti duraturi e sostenibili. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che i Piani urbani integrati messi in campo da Roma Capitale non si limitano alla riqualificazione di immobili ma sono veri e propri programmi rigenerazione urbana il cui scopo è migliorare la qualità della vita puntano a garantire qualità e sicurezza dell’abitare sia dal punto di vista sociale sia ambientale, in particolare nelle periferie più degradate” commenta Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica e alla Città dei 15 minuti.