Il presidente Usa, Donald Trump, ha parlato in diretta tv per annunciare dazi del 25% sulle auto importate: “È l’inizio della liberazione dell’America”, ha promesso, aggiungendo: “Se le aziende produrranno le auto negli Stati Uniti non ci saranno dazi”. L’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che i dazi incoraggeranno i produttori di automobili a investire negli Stati Uniti: “Stanno già cercando siti”. I dazi entreranno in vigore dal 2 aprile e grazie a essi gli Usa incasseranno “tra i 600 milioni e un trilione di dollari in due anni”. Non è chiaro se i pezzi di ricambio per le auto saranno esclusi dai dazi. Trump si è limitato a dire: “Queste tariffe si aggiungeranno a quelle esistenti già in vigore”. Sempre per il presidente Usa, “chi acquisterà con un finanziamento un’auto prodotta in America potrà dedurre gli interessi dalla dichiarazione dei redditi”. I dazi del 25% sulle auto saranno “permanenti”. “Sicuro al 100%, saranno permanenti”, ha sottolineato Trump. E a proposito del calo dei mercati che ha preceduto il suo annuncio sui dazi, si è limitato a dire: “Se la caveranno”. Trump ha aggiunto che gli Stati Uniti applicheranno dazi anche sui prodotti farmaceutici e sul legname d’importazione. La Casa Bianca ha già avviato un’indagine commerciale sul legname, mentre non lo ha ancora fatto per i prodotti farmaceutici. L’anticipazione nel corso della giornata aveva fatto chiudere Wall Street in rosso. A dare la notizia prima dello stesso Trump era stata Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, nel corso di una conferenza stampa. L’indice Dow Jones ha perso lo 0,3% a 42.454,79 punti, mentre l’indice S&P è sceso dell’1,1% a 5.712,20. Tonfo del Nasdaq, giù del 2% a 17.899,01 punti. Crollano anche i titoli delle case automobilistiche statunitensi, con Tesla di Elon Musk che chiude in ribasso del 5,6%, General Motors che perde il 3,1% e Toyota quasi il 2%, mentre Ford parte male ma recupera nel corso della giornata e chiude in rialzo dello 0,1%. Il dipartimento della sanità statunitense ha annullato più di 12 miliardi di dollari in sovvenzioni federali agli Stati che servivano a monitorare le malattie infettive, i servizi di salute mentale, il trattamento delle dipendenze e altri urgenti problemi di salute. Lo scrive il New York Times. Sempre per il quotidiano statunitense, è probabile che i tagli ostacolino ulteriormente i dipartimenti sanitari statali, che scontano già carenze finanziarie e devono affrontare una serie di emergenze per quanto riguarda le malattie croniche, infezioni in ripresa come la sifilide e l’influenza aviaria in aumento.
Trump: “Dal 2 aprile dazi del 25% sulle auto importate, incasseremo fino a un trilione di dollari”
