L’intervento di Enzo Freddi, responsabile della protezione civile Dolphin, mette in luce una problematica crescente riguardante la sicurezza delle spiagge e la difficoltà di reperire professionisti adeguati per il ruolo di bagnino. La sua analisi evidenzia come i cambiamenti generazionali abbiano influenzato l’approccio dei giovani verso lavori tradizionali e impegnativi, come quello dell’assistente bagnante, che richiede non solo competenze tecniche ma anche una grande responsabilità. Freddi sottolinea che la figura del bagnino è cruciale per la sicurezza dei bagnanti, specialmente in un contesto come quello di Ladispoli, dove il numero di utenti può quadruplicare durante l’estate. La mancanza di un albo professionale e la scarsità di corsi di formazione adeguati contribuiscono a rendere questo lavoro meno attraente per i giovani, che spesso preferiscono percorsi di studio o professioni con maggiori garanzie e opportunità di carriera. Inoltre, la responsabilità di un bagnino va ben oltre il semplice monitoraggio della spiaggia; si tratta di essere pronti a gestire situazioni di emergenza, come soccorsi in acqua, malori o incidenti. Freddi mette in evidenza che non è sufficiente una preparazione teorica, ma è fondamentale un’esperienza pratica e una presenza costante in spiaggia, anche nei mesi invernali, per essere realmente pronti ad affrontare le sfide estive. La situazione è complessa e richiede un ripensamento delle modalità di reclutamento e formazione dei bagnini, affinché si possa garantire la sicurezza dei bagnanti e ridurre il numero di incidenti sulle spiagge. La figura del bagnino deve essere valorizzata e supportata, affinché possa svolgere il suo compito con la professionalità e la preparazione necessarie.