Il terremoto avvenuto oggi in Birmania ha avuto una magnitudo 300 volte superiore a quella del sisma di Amatrice del 2016 e 8 volte superiore alla più alta mai registrata in Italia, che è quella di 7.1 dell’evento del 1908 a Messina. “Non c’è rischio di tsunami poiché il sisma è avvenuto a circa 300 chilometri dalla costa – dice Salvatore Stramondo, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – ma quando ci sono scosse di questa intensità in aree montuose c’è la possibilità che vengano attivate frane e che si verifichi la liquefazione del terreno, con possibile impatto sulle infrastrutture”. L’US Geological Survey ha diramato un’allerta rossa per vittime e danni dopo il terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. Sul suo sito web si legge che “è probabile che si verifichino numerose vittime e danni ingenti e che il disastro sia molto diffuso”. L’agenzia afferma che “è probabile che si verifichino migliaia di decessi”. Un primo parziale bilancio delle vittime del terremoto in Myanmar parla di 20 morti. Lo riporta oggi il New York Times, citando un ospedale della storica ex capitale Mandalay, che si trova vicina all’epicentro del terremoto di magnitudo 7,7 che ha squassato il paese. Nella città diversi edifici sono crollati, secondo quanto mostrano le foto, e anche l’antico palazzo reale mostra danni molto ingenti. Il terremoto che ha colpito la Birmania è stato avvertito distintamente anche nel Laos e in Vietnam, secondo quanto riferito da giornalisti della Xinhua. Gli edifici hanno tremato a Vientiane, capitale del Laos, e Hanoi, capitale del Vietnam. A Vientiane, gli edifici sopra i tre piani hanno subito notevoli scosse, con i residenti nei palazzi alti che hanno avvertito forti oscillazioni all’interno. Anche ad Hanoi e Ho Chi Minh City (ex Saigon), i residenti che vivono nei palazzi alti hanno anche subito notevoli scosse mentre erano a casa. “Per ora non risultano italiani coinvolti” nel terremoto che ha colpito Myanmar e Thailandia. Lo fanno sapere fonti della Farnesina, che segue la situazione nel Sud Est asiatico dopo la scossa di magnitudo 7,7 della scala Richter. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è informato, si legge in un post su X, mentre continuano le verifiche sui connazionali. Per emergenze contattare Amb. Yangon (+9595419505) e Bangkok (+66818256103) o Unità di Crisi +39 0636225. Il principale ospedale della capitale del Myanmar si è trasformato in una “zona di vittime di massa” dopo il terremoto di magnitudo 7.7 nella regione centrale. File di feriti sono stati curati all’esterno del pronto soccorso dell’ospedale generale da 1.000 posti letto, alcuni si contorcevano dal dolore, altri giacevano immobili mentre i parenti cercavano di confortarli. Nell’ospedale principale i feriti vengono curati in strada, con flebo intravenose appese alle barelle. Dei giornalisti dell’Afp, che si trovavano al Museo Nazionale di Naypyidaw quando il terremoto si è verificato, hanno riferito che pezzi di intonaco sono caduti dal soffitto mentre l’edificio ha iniziato a tremare. Il personale in uniforme è corso fuori, alcuni tremando e piangendo, mentre altri hanno cercato di mettersi in contatto con i propri cari. Le strade vicine al Museo Nazionale di Naypyidaw sono state deformate e rotte per effetto delle scosse. Dopo poco tempo, hanno riferito gli stessi giornalisti, la strada principale verso uno dei più grandi ospedali della città è stata intasata dal traffico. I terremoti sono relativamente comuni in Myanmar, dove sei forti scosse di magnitudo 7.0 o più hanno colpito il Paese tra il 1930 e il 1956, vicino alla faglia di Sagaing, che corre da nord a sud attraverso il centro del Paese, secondo l’USGS americano. Un potente terremoto di magnitudo 6.8 nell’antica capitale Bagan, nel Myanmar centrale, ha ucciso tre persone nel 2016, facendo crollare anche le guglie e sgretolando le mura dei templi della destinazione turistica. Secondo gli esperti, il ritmo frenetico di sviluppo delle città del Myanmar, unito a infrastrutture fatiscenti e a una scarsa pianificazione urbana, ha reso le aree piu’ popolose del Paese vulnerabili ai terremoti e ad altri disastri. L’impoverito Paese del Sud-Est asiatico ha un sistema sanitario in tilt, soprattutto negli Stati rurali.
La terra trema nel Sudest asiatico: magnitudo 7.7. Si temono migliaia di morti
