giovedì, Aprile 3, 2025

Turchia, quasi 2mila arresti per le proteste. Liberati tre giornalisti, Nuri Aslan sindaco facente funzioni

Nelle ultime 48 ore si sono placati gli scontri e le proteste che hanno attraversato la Turchia in seguito all’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu. Rimane tuttavia pesante il bilancio di questi giorni di tensione: quasi duemila gli arresti effettuati, circa un terzo dei quali, 662, si trova tuttora in stato di fermo, mentre sono al momento 260 le detenzioni confermate dal giudice (lo stato di fermo in Turchia dura massimo 4 giorni). In base a quanto reso noto dal ministro degli Interni Ali Yerlikaya 150 poliziotti sono rimasti feriti nelle proteste, ma nessuno degli agenti si trova in condizioni che destano preoccupazione. Il sindaco deposto, intanto, è tornato a farsi sentire sui social, pubblicando pochi minuti fa un nuovo post su X: “La mia candidatura a presidente è stata ufficializzata con il voto unanime dell’Assemblea del nostro Partito e del nostro Gruppo TBMM. Il mio presidente, il signore che ha sostenuto questo processo con grande dedizione: desidero esprimere la mia gratitudine a Özgür Özel, agli organi autorizzati del mio partito, al nostro gruppo parlamentare, ai nostri militanti di partito che hanno partecipato alle elezioni primarie e ai nostri 15,5 milioni di cittadini” scrive Imamoglu dal carcere, rievocando le primarie di domenica scorsa, che lo hanno incoronato sfidante ufficiale del presidente Erdogan alle elezioni del 2028. “D’ora in poi, ci aspetta un viaggio lungo, difficile e pieno di ostacoli. Alla fine di questo viaggio ci sono democrazia, diritto, giustizia e prosperità. Ma la cosa più importante è che la Turchia sia luminosa” conclude il leader del Partito repubblicano, che fu di Ataturk. Il fotografo dell’Agence France-Presse, Yasin Akgül, arrestato lunedì dalle autorità turche con l’accusa di aver partecipato a una manifestazione vietata che stava invece documentando a Istanbul, è stato rilasciato. Anche altri due giornalisti, tra cui il fotografo Bülent Kiliç, vincitore di numerosi premi internazionali, sono stati liberati. Le autorità turche avevano arrestato sei giornalisti lunedì a Istanbul. Erano stati fermati all’alba nelle loro abitazioni, accusati di aver preso parte a raduni vietati dal governo. Il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan sta affrontando un’ondata di proteste scoppiata il 19 marzo dopo l’arresto del sindaco di Istanbul e leader dell’opposizione, Ekrem Imamoglu. Gli arresti dei giornalisti avevano suscitato forti condanne a livello internazionale. Il giornalista di Bbc, Mark Lowen, inviato in Turchia, è stato espulso dal Paese dopo essere stato messo in custodia per 17 ore. A Lowen è stato detto che è stato espulso perché rappresentava “una minaccia per l’ordine pubblico”, ha fatto sapere la stessa Bbc, in un comunicato. “Lowen [è stato espulso dopo essere stato] prelevato dal suo hotel il giorno prima e trattenuto per 17 ore. Mark Lowen era in Turchia per raccontare le recenti proteste”, ha scritto l’emittente britannica. Il 24 marzo, Lowen aveva annunciato su X il suo arrivo a Istanbul per coprire le manifestazioni a favore di Imamoglu. “Questo è un incidente estremamente preoccupante e faremo delle rimostranze alle autorità turche. Mark è un corrispondente molto esperto con una profonda conoscenza della Turchia e nessun giornalista dovrebbe affrontare questo tipo di trattamento semplicemente per aver fatto il suo lavoro. Continueremo a riferire in modo imparziale e corretto sugli eventi in Turchia” ha affermato l’amministratrice delegata di Bbc News, Deborah Turness. “Essere trattenuto e deportato dal Paese in cui ho vissuto per cinque anni e per il quale nutro un affetto così grande è stato estremamente angosciante. La libertà di stampa e l’informazione imparziale sono fondamentali per qualsiasi democrazia” ha affermato Lowen, corrispondente per la Bbc dalla Turchia per cinque anni, a partire dal 2014. L’Autorità per le Telecomunicazioni turca, Rtuk, ha annunciato il divieto di trasmissione per 10 giorni deciso nei confronti del canale televisivo dell’opposizione, Sozcu Tv. “L’emittente ha ricevuto una sospensione di trasmissione di 10 giorni” ha dichiarato in una nota Rtuk, indicando presunte violazioni legate all’incitamento a “odio e violenza”. Il Consiglio comunale di Istanbul ha eletto ieri Nuri Aslan come reggente al posto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. In base a quanto reso noto da media vicini all’opposizione Imamoglu avrebbe designato egli stesso Aslan, suo uomo di fiducia ed esponente del partito CHP, attraverso un documento redatto in carcere. Aslan e’ stato eletto dal consiglio comunale con 177 voti a favore che gli hanno consentito di battere il candidato dell’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, Zeynel Abidin, che di voti ne ha ottenuti 123. Il consiglio comunale di Istanbul e’ formato da 314 seggi: di questi 185 sono occupati da consiglieri Chp, 120 da rappresentanti del partito Akp. Aslan, classe 1969, e’ originario della provincia di Sivas, nel centro dell’Anatolia. Ha studiato poi a Istanbul dove si e’ laureato nel 1990 in ingegneria navale per poi proseguire come manager di compagnie private, prima di dedicarsi a tempo pieno alla politica.

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