sabato, Aprile 5, 2025

Bombe israeliane sulla festa dell’Eid, decine di morti. Netanyahu: “La pressione militare funziona”

“La pressione militare funziona. Funziona perché opera simultaneamente: da un lato, schiaccia le capacità militari e governative di Hamas e, dall’altro, crea le condizioni per il rilascio dei nostri ostaggi”. Lo ha detto il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, in apertura della riunione di governo. “Hamas deporrà le armi. Ai suoi leader sarà permesso di andarsene. Garantiremo la sicurezza generale nella Striscia di Gaza e permetteremo l’attuazione del piano Trump, il piano di immigrazione volontaria”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scelto un ex comandante della marina come nuovo capo dell’agenzia di sicurezza. E’ quanto si legge in un comunicato del governo israeliano. “Dopo aver condotto ampi colloqui con sette candidati qualificati, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha deciso di nominare l’ex comandante della Marina, ammiraglio (in riserva) Eli Sharvit, come prossimo direttore dello Shin Bet”, si legge nel testo. All’inizio di questo mese, la Corte Suprema ha sospeso il licenziamento dell’attuale capo dello Shin Bet, Ronen Bar, in attesa che vengano esaminati i ricorsi contro la decisione del governo, entro l’8 aprile. “Dopo una settimana di silenzio dalla scomparsa di un team di medici della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS), poche ore fa è arrivata dalla Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa la notizia che non avremmo mai voluto ricevere: i corpi di otto di loro sono stati recuperati oggi dalla zona di Rafah, vittime di un conflitto che non risparmia neppure gli operatori umanitari. Un operatore del team è ancora disperso. Stavano soccorrendo i feriti, con addosso il nostro emblema eppure ciò non è bastato a far si che potessero tornare dalle loro famiglie. Il premier israeliano Benjamin  Netanyahu volerà mercoledì in Ungheria per incontrare in serata l’omologo ungherese Viktor Orbán. Nonostante la guerra in corso e i negoziati per il rilascio degli ostaggi, Netanyahu dovrebbe fare ritorno in Israele solo domenica. L’Ungheria sarà la prima nazione europea visitata da Netanyahu dopo che, lo scorso novembre, la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso  un mandato di arresto nei suoi confronti. L’Ungheria ha annunciato sin da subito che non lo avrebbe eseguito. Netanyahu discuterà del potenziale sostegno ungherese al piano per Gaza di Trump, che vedrebbe la popolazione civile trasferita all’estero e gli Stati Uniti guidare la ricostruzione per trasformare la Striscia, dilaniata dalla guerra, in una località turistica mediterranea. “L’Ue sostiene la Corte penale internazionale e i principi stabiliti nello Statuto di Roma” ed “è fortemente impegnata nella giustizia penale internazionale e nella lotta contro l’impunità”. “Il Consiglio invita tutti gli Stati a garantire la piena cooperazione con la Corte, anche mediante la rapida esecuzione dei mandati di arresto pendenti”. Lo dice il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni, interpellato sull’annunciata visita in Ungheria del premier israeliano Netanyahu.Sale a 30 il triste bilancio delle morti tra i volontari e il personale della Mezzaluna Rossa Palestinese dall’inizio del conflitto. Alla nostra Consorella, ai cari degli otto uomini del nostro Movimento rimasti uccisi in servizio, mentre erano impegnati a supportare la popolazione civile nei momenti difficili di questo conflitto, il più sincero cordoglio della Croce Rossa Italiana”. Così in una nota Rosario Valastro, presidente della Cri. “Alla Comunità internazionale rinnoviamo ancora una volta l’appello a riflettere sulla necessità che le regole, quelle del diritto internazionale umanitario, vengano rispettate anche in situazioni complesse, in zone di conflitto come la Striscia di Gaza e ovunque, oggi e sempre. La popolazione civile deve essere tutelata e protetta. Gli operatori umanitari devono essere protetti. I servizi sanitari devono essere protetti e garantiti. La dignità umana non ha prezzo”

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