L’atmosfera negli Stati Uniti è tesa in vista dell’annuncio dei nuovi dazi commerciali da parte del presidente Donald Trump, previsto per il 2 aprile. La Casa Bianca ha confermato che le tariffe entreranno in vigore immediatamente dopo l’annuncio, previsto per le 16:00 ora locale, e si aggiungeranno a quelle già programmate per le auto importate e l’alluminio. Le speculazioni sui contenuti del piano di Trump si intensificano, con l’ipotesi di dazi universali al 20% che preoccupa gli esperti economici. Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, ha avvertito che tale misura potrebbe portare a un significativo aumento della disoccupazione e alla perdita di milioni di posti di lavoro. Un’altra possibilità è quella di dazi reciproci, che potrebbero affrontare le pratiche commerciali sleali, ma che potrebbero anche dissuadere gli investimenti esteri negli Stati Uniti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che il 2 aprile sarà un giorno cruciale per affrontare le ingiustizie commerciali subite dal Paese. Tuttavia, all’interno dell’amministrazione si avverte già la pressione e la ricerca di un capro espiatorio nel caso in cui il piano non produca i risultati sperati. Howard Lutnick, ministro del commercio e sostenitore dei dazi, è sotto i riflettori, con alcune fonti che suggeriscono che la responsabilità di eventuali fallimenti potrebbe ricadere su di lui. In attesa dell’annuncio, i mercati finanziari mostrano segni di recupero dopo periodi di incertezze, ma l’attenzione rimane alta su come le nuove tariffe influenzeranno l’economia americana e le relazioni commerciali internazionali.