domenica, Aprile 6, 2025

Andrea Di Nino morto in carcere a Viterbo, la procura riapre le indagini

La morte di Andrea Di Nino, avvenuta nel maggio 2018 nel carcere di Mammagialla a Viterbo, potrebbe non essere un suicidio. La Procura ha riaperto l’inchiesta con l’ipotesi di omicidio volontario a carico di ignoti, dopo una nuova testimonianza che accusa alcuni agenti di polizia penitenziaria. Secondo il racconto di un detenuto, Andrea sarebbe stato picchiato da tre agenti prima di essere trovato impiccato nella sua cella di isolamento. Il testimone ha dichiarato che, poco prima della morte, Andrea avrebbe chiesto aiuto e, una volta portato via dagli agenti, uno di questi avrebbe detto: “Questo è morto”. La versione ufficiale sostiene che Andrea si sia suicidato utilizzando un lenzuolo, ma i familiari hanno sempre contestato questa tesi, convinti che il 36enne, detenuto per reati minori, non avrebbe mai compiuto un gesto del genere. Oltre alla riapertura dell’indagine per omicidio, è ancora in corso un processo per omicidio colposo contro alcuni membri del personale del carcere. L’avvocato di parte civile, che rappresenta la famiglia Di Nino, ha annunciato la richiesta di sospensione del procedimento in corso in seguito alle nuove indagini.

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