sabato, Aprile 5, 2025

Inceneritore di Santa Palomba, la lettera di Lupo (Lega Pomezia) a Gualtieri

La manifestazione contro l’inceneritore di Santa Palomba, tenutasi ad Albano Laziale, evidenzia le forti preoccupazioni della comunità riguardo l’impatto ambientale e sociale di tale impianto. Nonostante le promesse di una transizione ecologica e sostenibile, la scelta di costruire un inceneritore di grandi dimensioni, con una canna fumaria di 80 metri, sembra contraddire gli obiettivi di una politica realmente “green”. Le dichiarazioni del CEO di Acea spa, Fabrizio Palermo, pongono interrogativi legittimi sui motivi economici che potrebbero guidare questa decisione, specialmente considerando il debito dell’A.M.A. s.p.a. e la necessità di generare utili per sostenere una società in difficoltà. La possibilità che la costruzione dell’inceneritore possa essere più un’operazione finanziaria che una reale soluzione per la gestione dei rifiuti è una preoccupazione condivisa da molti cittadini. Inoltre, la posizione geografica dell’inceneritore, in una zona già congestionata dal traffico e vicina a importanti insediamenti produttivi e abitativi, solleva ulteriori interrogativi sulla sicurezza e sulla salute pubblica. La vicinanza a aree destinate all’emergenza abitativa, unitamente alle preoccupazioni per possibili rischi idrogeologici, rende la scelta ancora più controversa. La manifestazione e la messa, presieduta da vescovi solidali con la causa, testimoniano un forte senso di comunità e una richiesta di maggiore attenzione da parte delle istituzioni. La mobilitazione dei cittadini e la loro capacità di esprimere il dissenso possono giocare un ruolo cruciale nel modificare le scelte politiche e nel promuovere soluzioni più sostenibili e rispettose dell’ambiente e della salute pubblica. La discussione deve quindi continuare, affinché si possa valutare la reale necessità di un inceneritore e le alternative più ecologiche disponibili.

Articoli correlati

Ultimi articoli