Lo Stadio Flaminio non ospiterà una piscina olimpionica. La Giunta capitolina ha negato l’interesse pubblico al progetto presentato da una rete d’imprese di cui fa parte anche la Roma Nuoto, nonostante il passaggio tecnico positivo alla Conferenza dei servizi. La riqualificazione dell’area, attualmente non in attività, prevedeva anche spazi per altri sport, dal padel al rugby, dalla ginnastica alla scherma e un’area commerciale di 2500 metri quadrati, senza interferire sull’esistente. Secondo la delibera approvato dalla Giunta all’unanimità “la proposta – però – non restituisce alla città la funzione primaria per la quale l’impianto sportivo è stato progettato e, cioè, quella di Stadio”. In sostanza ne snaturerebbe l’identità. Il Flaminio – si sostiene – diventerebbe un impianto polifunzionale, che andrebbe ad aggiungersi a quelli già esistenti nello stesso quadrante urbano, senza arricchirne l’offerta. Mentre il numero dei posti sugli spalti scenderebbe dai 42mila originari a poco più di 7 mila. Sarebbe – dunque – tutt’altra cosa rispetto all’opera realizzata da Pierluigi e Antonio Nervi, che cominciò la sua vita nel 1960 con le partite di calcio delle olimpiadi. Per poi diventare un punto di riferimento anche per il rugby. Il comune – ricorda il Campidoglio – ha già formalmente assicurato la disponibilità quale struttura di allenamento per l’uso esclusivo da parte di UEFA, FIGC e Nazionale”. Ora la decisione della Giunta sarà sottoposta al voto dell’Assemblea capitolina. Intanto Claudio Lotito ha consegnato al Comune un dossier di approfondimento della proposta di fare del Flaminio una casa della Lazio.