domenica, Aprile 6, 2025

Usa, in vigore dazi aggiuntivi del 10%. Crollano le borse. Meloni: Lunedì vertice. Giorgetti: Impegnati su de-escalation 

Sono entrati in vigore alla mezzanotte di di sabato ora di Washington (le 6:01 in Italia) i dazi aggiuntivi del 10% imposti dall’amministrazione Trump su gran parte dei prodotti che gli Stati Uniti importano dal resto del mondo: uno shock per il commercio globale che si prevede si intensificherà nei prossimi giorni. Questa soglia minima universale del 10%, da cui sono esenti determinati prodotti, si aggiunge ai dazi già esistenti.Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, propone di riattivare, come accaduto con la pandemia, la sospensione del patto di stabilità per aiutare le imprese alla luce della crisi che l’impatto dei dazi Usa avrà sull’economia dei paesi europei, considerato il fatto che nelle regole europee c’è la clausola di salvaguardia generale oltre a quelle nazionali. “Il problema italiano, rispetto a come viene approcciato in altri paesi, è che noi partiamo da una situazione di bilancio in cui i nostri spazi di bilancio sono profondamente diversi rispetto a quelli di altri” ha detto Giorgetti, chiudendo il suo intervento al Forum Ambrosetti. “Si evocano gli aiuti per i settori e le imprese danneggiate da questa situazione, ma gli aiuti significa interventi di tipo economico-finanziario a carico del bilancio dello Stato”. La Lega continua a spingere per una trattativa bilaterale tra Italia e Usa sui dazi? “Io non faccio polemica, dico solo che trattare con gli Usa in materia commerciale è competenza esclusiva della commissione europea. Non tocca a noi trattare. Un conto è la trattativa sul piano di export, ma quella sui dazi la fa solo la commissione Ue. Queste sono le norme e i trattati, quando si parla si dovrebbero conoscere regole e diritto”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani (FI) interpellato a margine del consiglio nazionale. “Ci troviamo di fronte a un Big Bang”.  Lo spiega alla Stampa Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, la più antica associazione che rappresentale imprese agricole, che si dice  “molto preoccupato” perché “l’Italia è uno dei Paesi più colpiti dai dazi americani”. Gli associati “vogliono chiarezza, chiedono informazioni sulle spedizioni e sulle merci ferme in dogana. Ma l’auspicio di tutti è che si possa definire un negoziato nelle prossime settimane tra Unione europea e Stati Uniti”, prosegue. I prodotti agricoli più esposti con l’America sono “il vino, con un export di due miliardi. E poi i comparti delle salse, dell’olio e dei formaggi, sui quali già gravavano delle tariffe – sottolinea -.  I formaggi, ad esempio, con questi dazi del 20%superano ampiamente la soglia del 30%. Il settore più colpito è quello di largo consumo, che intercetta la classe media americana”. Ai dazi “non bisogna rispondere di pancia ma di testa, non alimentare il panico ma una visione strategica, non rispondere con misure tampone ma con la politica industriale”. Lo spiega il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al Sole 24 Ore. “Il negoziato che la Ue ha appena avviato deve portare innanzitutto a ridurre l’entità dei dazi – aggiunge -. Nel contempo però bisogna attivare da subito risposte strategiche”.   In merito a un provvedimento di aiuto per le imprese colpite il ministro sottolinea, “aspettiamo di vedere come va il confronto con gli Usa, senza dare nulla per scontato”.

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