Appena nati subito a contatto con la mamma, ma ora anche con il papà o con la persona che indica la partoriente. Jessica, giovane mamma di 31 anni, è contentissima di avere avuto vicino il suo compagno durante il travaglio, il parto e nei primi giorni di vita del loro primo figlio, Valerio. L’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia è uno dei pochi del Lazio in cui è possibile il rooming-in, così si chiama il servizio offerto.
È partito dal primo novembre su indicazioni dell’OMS, nell’ottica di creare fin da subito un legame molto forte all’interno della famiglia con il nuovo nato – ha spiegato il professor Mario Ciampelli, Direttore del reparto di ostetricia ginecologia del Grassi di Ostia – Fondamentale è l’allattamento al seno.
Nella stanza c’è un altro letto che ospita il o la caregiver che può stare h24 eccetto dalle 8:00 alle 12:00 del mattino per permettere alla mamma e al bambino i controlli medici necessari. l progetto vede partecipe tutto il reparto di ginecologia – ostetricia e pediatria. Anche il personale infermieristico contribuisce al buon funzionamento del rooming in.
Il Grassi organizza anche degli open day una volta al mese per spiegare ai futuri genitori in cosa consiste questo nuova modalità di degenza breve, non più di due giorni, e di relazione e di accoglienza delle nuove nascite. Nella capitale, il rooming-in è possibile anche in altri ospedali come il Policlinico Gemelli, il San Filippo Neri e il Fatebenefratelli.